Yemen: scontri ad Aden tra fazioni alleate, 8 civili uccisi

Pubblicato il 10 agosto 2019 alle 10:04 in Medio Oriente Yemen

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Continuano gli scontri violenti tra fazioni rivali ad Aden, capitale provvisoria dello Yemen, provocando la morte di almeno 8 civili e scatenando un appello delle Nazioni Unite.

Almeno 8 civili sono rimasti uccisi, venerdì 9 agosto, ad Aden, la capitale temporanea del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, nei combattimenti sorti tra i separatisti meridionali e le forze governative. Entrambi i gruppi fanno parte della coalizione araba a guida saudita che combatte contro i ribelli yemeniti Houthi, allineati con Teheran.

L’indomani, nella giornata di sabato 10 agosto, a fronte del perdurare delle violenze, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha esortato le parti in conflitto a cessare le ostilità. L’ONU sta tentando di sedare le tensioni nel Paese per permettere l’avviamento di trattative e negoziati che possano consentire una risoluzione pacifica della guerra in corso e arginare la grave carestia nazionale.

Separatamente, l’emittente dei ribelli yemeniti Houthi, Al-Masirah TV, ha riportato le parole di un portavoce militare del gruppo, secondo cui quest’ultimo avrebbe lanciato un attacco con droni contro l’aeroporto saudita di Abha, prendendo di mira in particolare il deposito di carburante e la torre di controllo della struttura. Una nota emittente di proprietà di Riad con base a Dubai, al-Arabiya, ha tuttavia riferito che il traffico aeroportuale nella zona è come di consueto. I residenti locali hanno spiegato ai media che le battaglie sono ricominciate all’alba di sabato in prossimità del palazzo presidenziale, nel distretto prettamente residenziale di Crater, vicino l’aeroporto internazionale di Aden e in un quartiere in cui risiede il primo dell’Interno del Paese. Secondo le fonti, il ministro, Ahmed al-Mayssari, avrebbe lasciato la sua dimora, per motivi di sicurezza, già dalla notte precedente.

Aden, situata nel Sud del Paese, sta assistendo, da mercoledì 7 agosto, a scontri tra le guardie presidenziali ed i separatisti del Sud, che hanno provocato morti e feriti. Il motivo scatenante è stata l’accusa, da parte dei separatisti, che un partito islamista alleato al presidente, Abd-Rabbu Hadi, fosse complice di un attacco missilistico avvenuto nei giorni precedenti in occasione di una parata militare. Si è trattato di uno dei 3 attacchi, tutti separati, che hanno bersagliato le forze separatiste meridionali.

Anche giovedì 8 agosto, le tensioni sono continuate, coinvolgendo altresì le forze della cintura di sicurezza. Fonti locali hanno riportato, nella giornata dell’8 agosto, la morte di un civile ed il ferimento di un bambino. In tale frangente, gli scontri si sono estesi in diversi quartieri della città di Aden, e fonti locali hanno riferito che sono stati impiegati carri armati e artiglieria pesante. Il giorno precedente, invece, il bilancio è stato di 5 morti e 9 feriti.

Da un lato, vi sono le brigate per la sicurezza presidenziale mentre, dall’altro, i gruppi armati a sostegno delle forze separatiste locali, oltre a quelle della cintura di sicurezza e sostenute dagli Emirati Arabi Uniti (UAE).

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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