Georgia: il controllo di un canale TV nella lotta tra governo e opposizione

Pubblicato il 10 agosto 2019 alle 6:10 in Europa Georgia

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Le ultime settimane a Tbilisi hanno visto la più grande tempesta politica del governo, ormai di sette anni, del partito del Sogno georgiano (GD): massicce proteste antigovernative e scontri con la polizia a giugno hanno scosso gravemente la posizione del partito ad appena un anno dal voto.

Nell’ultima settimana, tuttavia, GD e il suo leader, Bidzina Ivanishvili, hanno ritrovato coesione e stanno passando al contrattacco. Dopo che un tribunale europeo ha stabilito che la vendita di un canale televisivo ad un imprenditore filogovernativo poteva procedere, un personaggio di spicco dell’opposizione è stato arrestato e ad un altro è stato proibito di lasciare il paese.

Il 27 luglio, un tribunale ha ordinato al noto banchiere Mamuka Khazaradze e al suo vice Badri Japaridze di rimanere nel paese in attesa di processo con l’accusa di frode. Khazaradze, il fondatore di una delle maggiori banche georgiane, la TBC, è stato coinvolto in un’aspra disputa con le autorità e recentemente ha istituito un nuovo gruppo politico. Dopo l’udienza del 27 luglio, ha affermato che “il paese è gestito da un solo uomo”, un apparente riferimento a Ivanishvili.

Due giorni prima, la polizia ha arrestato Irakli Okruashvili, ex ministro della difesa e attuale leader di un piccolo gruppo di opposizione. I pubblici ministeri hanno reso noto che Okruashvili è accusato di incitamento alle rivolte e di aver tentato di attaccare l’edificio del parlamento il 20 giugno scorso, la notte delle proteste che hanno scatenato l’attuale crisi. A titolo di prova, la polizia ha rilasciato un video di Okruashvili in mezzo alla folla di manifestanti che si scontravano con la polizia antisommossa.

Gli avvocati di Okruashvili, così come i critici del governo, ritengono che il suo arresto sia invece legato alla battaglia in corso per controllare Rustavi2, una rete televisiva che è la più potente voce dell’opposizione nel paese.

Un tempo braccio destro dell’ex presidente Mikheil Saakashvili, Okruashvili ha creato quest’anno un nuovo gruppo di opposizione, Victorious Georgia. Ora è tra le persone che rivendica la proprietà di Rustavi2, che i tribunali hanno recentemente restituito all’ex proprietario della rete ed ex socio di Okruashvili, Kibar Khalvashi.

Rustavi2 ha cambiato proprietà durante il mandato di Saakashvili (2004-2012). Si ritiene che l’ex presidente abbia cercato di mantenere il canale a fianco del suo governo, affidandolo a suoi prestanome. Khalvashi, presumibilmente uno di quei prestanome, ha acquistato il canale nel 2004 e lo ha venduto due anni dopo secondo quanto sostiene perché costretto da Saakashvili. I tribunali georgiani hanno appoggiato la sua richiesta e, a seguito di una sentenza del tribunale europeo, Khalvashi è stato ufficialmente restaurato come proprietario due settimane fa.

Okruashvili sostiene che Khalvashi aveva acquistato il canale per suo volere e con i suoi soldi e ha presentato in tribunale la copia di un accordo firmato da Khalvashi che ha affermato dimostra che Okruashvili è il vero proprietario di Rustavi2.

Dopo alcuni giorni, Okruashvili è stato arrestato. “Il suo arresto è collegato al caso Rustavi2, le dichiarazioni che ha fatto contro Bidzina Ivanishvili e, in generale, le sue azioni come opposizione” – ha detto ai giornalisti sua moglie Irina Okruashvili.

Gli scontri del 20 giugno scorso hanno chiaramente illustrato l’importanza di Rustavi2 e la delicata posizione del partito al potere. La stazione ha seguito da vicino gli scontri e le loro conseguenze politiche e ha fornito una piattaforma chiave ai critici del partito al potere.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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