Corea del Nord: lanciati 2 missili a corto raggio, altri a venire

Pubblicato il 10 agosto 2019 alle 11:03 in Corea del Nord Corea del Sud

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La Corea del Nord ha lanciato 2 vettori, probabilmente missili a corto raggio, sabato 10 agosto, in una dimostrazione di forza in replica alle esercitazioni militari congiunte tra Washington e Seoul.

La notizia è stata diffusa con un comunicato, nella mattina di sabato, dai Capi di Stato Maggiore della Corea del Sud, i quali hanno reso noto che il lancio di altri missili è “altamente probabile”, nel quadro delle esercitazioni militari estive condotte dall’esercito di Pyongyang.

Anche un funzionario statunitense ha confermato che è stato lanciato almeno un vettore, il quale è sembrato simile ai precedenti missili a corto raggio utilizzati dalla Corea del Nord. Secondo l’esercito sudcoreano, i missili sono stati due, e hanno volato per circa 400 km a un’altitudine di circa 48 km. I vettori, secondo il medesimo comunicato di Seoul, sono stati lanciati all’alba di sabato 10 agosto, da un’area vicina alla città di Hamhung, nella Corea del Nord nord-orientale. In base a quanto riferito dal gabinetto presidenziale della Corea del Sud, si è trattato di un test delle capacità di un nuovo missile a corto raggio implementato da Pyongyang. I ministri di Seoul, dopo una riunione a porte chiuse, hanno esortato la Corea del Nord a interrompere tali manovre, in vista delle preoccupazioni che una serie di lanci da parte di Pyongyang possano nuovamente aumentare le tensioni militari nella Penisola Coreana.

Gran parte dei motori dei grandi razzi a combustibile solido, nel quadro del programma di missili balistici del Paese, sono prodotti in un complesso industriale situato proprio a Hamhung, secondo quanto riportato nel 2018 dal gruppo di monitoraggio 38 North. Hamhung è altresì dotata di un sito atto a testare tali armi. Kim Dong-yup, ex ufficiale della marina che attualmente inswgna presso l’Università Kyungnam a Seoul, ha spiegato che le armi testate sabato potrebbero essere collegato all’implementazione del nuovo sistema di artiglieria missilistica della Corea del Nord, il quale richiede lanci multipli dello stesso tipo.

Il lancio è giunto poche ore dopo che il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato di aver ricevuto “una bellissima lettera” da parte del leader di Pyongyan, Kim Jong Un, spiegando che la controparte nordcoreana, nella missiva, non si è detta “contenta” né dei “giochi di guerra” né dei test missilistici dell’ultimo periodo. A margine di ciò, Trump ha aggiunto che pensa di organizzare un nuovo incontro con Kim.

Già il 6 agosto, la Corea del Nord aveva effettuato il quarto lancio missilistico in meno di 2 settimane, avvertendo che gli atteggiamenti ostili di Washington e Seul contro Pyongyang “hanno raggiunto la linea di pericolo”. La Corea del Nord aveva effettuato l’ultimo test missilistico il 2 agosto e quello precedente il 31 luglio. I due missili avevano volato per circa 250 km ad un’altitudine di 30 km e sono poi caduti nel Mare Orientale, noto anche come Mar del Giappone. In tale occasione, anche il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, aveva affermato che i lanci non costituivano “una minaccia per la sicurezza nazionale giapponese”. Tuttavia, i test rappresentano una nuova violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU da parte di Pyongyang e arrivano in un momento delicato dei rapporti con gli Stati Uniti.

I negoziati tra i due Paesi sulla de-nuclearizzazione rimangono in stallo e Washington ha programmato una serie di esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud per il mese di agosto. Pyongyang aveva testato le sue armi balistiche dichiarando che i lanci rappresentavano un “avvertimento” per i “guerrafondai” sudcoreani, affinché smettessero di importare armi e di condurre esercitazioni militari con gli altri Paesi, tra cui gli Stati Uniti.

Secondo quanto dichiarato da Kim Jong Un, la Corea del Nord non può fare altro che “sviluppare armi super potenti per allontanare le minacce dirette e potenziali che provengono dal Sud”.

Il 12 giugno 2018 si è tenuto lo storico summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari e la Corea del Nord è ancora colpita dalle sanzioni. Da parte sua, Pyongyang afferma di aver sospeso i test nucleari e il lancio di missili balistici a lungo raggio e ha conseguentemente cominciato ad esercitare pressioni per la cancellazione delle sanzioni USA che affliggono il Paese. Tuttavia, la controparte americana sostiene che la Corea del Nord non abbia fatto passi in avanti significativi, per quanto riguarda lo smantellamento del proprio programma di armamento nucleare.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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