Yemen-Arabia Saudita: intercettato drone, morto il fratello del leader Houthi

Pubblicato il 9 agosto 2019 alle 14:28 in Arabia Saudita Yemen

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Il portavoce della coalizione a guida saudita, il colonnello Turki Al-Maliki, ha dichiarato, il 9 agosto, che le proprie forze sono riuscite ad intercettare e abbattere un drone lanciato dalle milizie dei ribelli sciiti Houthi, proveniente dalla capitale yemenita Sana’a e diretto verso Abha, nel Sud dell’Arabia Saudita.

Nella stessa giornata, i ribelli Houthi hanno annunciato la morte del fratello del loro leader, Ibrahim Badr al-Din al-Houthi, trovato morto in una casa di Sana’a. Questo era il braccio destro di Abdul Malik al-Houthi, leader principale del gruppo estremista, alla guida di diverse operazioni militari condotte, in particolare, nei pressi del confine saudita.

Per quanto riguarda il drone su Abha, Al-Maliki ha dichiarato che un altro drone, diretto verso Jizan era stato intercettato e abbattuto il giorno precedente, l’8 agosto. Tuttavia, a detta del colonnello, tutti i tentativi di attacco da parte delle milizie Houthi, sostenute dall’Iran, sono destinati a fallire. La coalizione è pronta a mettere in atto le procedure operative necessarie e le migliori pratiche di combattimento per affrontare tali offensive e proteggere i civili. Secondo Al-Maliki, i continui fallimenti dimostrano che i ribelli sciiti stanno affrontando una fase difficile, in cui sono senza speranze, e viene nuovamente confermata la criminalità dei “mandanti” iraniani e degli altri responsabili degli attacchi nella regione.

Inoltre, Al-Maliki ha affermato che gli Houthi continuano a parlare, attraverso i media, di false vittorie e ciò dimostra l’entità delle perdite subite e lo stato di malcontento nei loro confronti. Da parte sua, la coalizione è pronta ad attuare misure dissuasive contro queste milizie terroristiche, volte a neutralizzare e distruggere le loro capacità, in conformità con il diritto internazionale umanitario e le norme consuetudinarie.

Circa la morte del membro Houthi, questa è stata annunciata dal ministero dell’Interno del governo dei ribelli, il quale ha affermato che il leader è stato vittima di un omicidio, senza specificare ulteriori dettagli sulle circostanze della sua morte. I responsabili, secondo il ministero, sono da collegarsi alla coalizione a guida saudita, affiliata alle forze israeliane e statunitensi. Tuttavia, il governo si è detto pronto a perseguire i responsabili dell’assassinio. Secondo fonti di sicurezza, forze aggiuntive sono state già dispiegate nella capitale yemenita e nei suoi dintorni.

Fonti tribali hanno riferito che il fratello del leader Houthi potrebbe essere stato ucciso due giorni prima del ritrovamento, da un gruppo armato che aveva attaccato il suo convoglio all’ingresso Nord di Sana’a, nel corso di un’operazione mordi e fuggi. Inizialmente, però, non si conosceva l’identità della vittima.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli a Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi, le offensive si sono intensificate, con attacchi aerei e per mezzo di droni, sia sul territorio yemenita, sia in luoghi chiave per gli interessi sauditi in altre regioni.

Per quanto riguarda gli attacchi condotti contro aeroporti civili, il 2 luglio, un’offensiva ha riguardato l’aeroporto di Abha, causando 9 feriti, 8 sauditi e 1 con passaporto indiano. Il 23 giugno, un attacco analogo contro il medesimo aeroporto civile aveva provocato la morte di un cittadino siriano e il ferimento di altre 21 persone. Il 15 giugno, gli Houthi avevano colpito per mezzo di droni entrambi gli aeroporti sauditi di Jizan e Abha, rendendoli inagibili. Qualche giorno prima, il 12 giugno, l’aeroporto di Abha era stato attaccato da diversi missili da crociera lanciati dai ribelli sciiti. Tale operazione aveva causato il ferimento di 26 persone.

 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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