Tunisia: accresce la competizione con la candidatura del Primo Ministro

Pubblicato il 9 agosto 2019 alle 16:33 in Africa Tunisia

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Il primo ministro tunisino, Youssef Chahed, ha confermato la sua candidatura alle prossime elezioni presidenziali, previste per il 15 settembre.

In tal modo, accresce la competizione per l’ambita posizione tra le diverse figure di spicco del panorama politico tunisino. Chahed, candidato per il partito Tahya Tounes, ovvero “Lunga vita alla Tunisia”, dovrebbe presentare i documenti richiesti all’alta commissione elettorale indipendente nella giornata di venerdì 9 agosto.

La lista dei candidati al “trono di Cartagine” comprende, al momento, diverse personalità politiche, tra cui il ministro della Difesa, Abdel Karim Al-Zubeidi, candidato per Nidaa Tounes, il vice-presidente di Al-Nahda, Abdel Fattah Mourou, l’ex presidente tunisino, Moncef Marzouki e l’ex primo ministro, Mehdi Jomaa.

Youssef Chahed, uomo di 44 anni, ha una formazione da ingegnere agronomo. È stato eletto primo ministro nel 2016, il settimo dal 2011, anno della caduta dell’ex presidente storico Zine El-Abidine Ben Ali. In una dichiarazione ai membri del proprio partito, Chahed si è detto pronto a svolgere il ruolo di presidente, sebbene comporti una grande responsabilità. Una responsabilità, però, che da primo ministro conosce bene. Chi lo denigra, ha affermato il primo ministro, evidenzia solo gli aspetti negativi, senza tener conto dei risultati raggiunti in favore delle classi meno abbienti, in ambito ambientale o nella lotta contro la corruzione.

Il partito Tahya Tounes è rinato proprio grazie al sostegno di Chahed, dopo essere passato in secondo piano con la vittoria del presidente President Beji Caid Essebsi’s, membro del partito Nidaa Tounes. Pertanto, il suo nome è fortemente sostenuto, in quanto il primo ministro è riuscito a risanare un partito politico in breve tempo, a formare un gruppo parlamentare di almeno 44 deputati ed ha alle spalle una carriera di successi, intrapresa nel 2015. Tuttavia, la concorrenza con gli altri candidati sarà elevata.

Per un giornalista, Amanallah Al-Mansouri, la Tunisia rappresenta un’eccezione, in quanto qualsiasi cittadino, che soddisfi determinate condizioni, può diventare capo di Stato. È stata altresì espressa felicità di fronte alla presenza di candidati sconosciuti insieme a figure politiche significative.

Il presidente in Tunisia ha autorità soprattutto in materia di politica estera e di difesa, ed è coadiuvato dal primo ministro. Quest’ultimo viene scelto dal parlamento ed ha autorità sulle questioni interne. Beji Caid Essebsi è stato il primo presidente democraticamente eletto della Tunisia e si trovava in carica dal 31 dicembre 2014. Dopo la morte improvvisa di Essebsi, lo scorso 25 luglio, la Commissione elettorale tunisina ha annunciato che nuove elezioni presidenziali sono attese per il prossimo 15 settembre. Saranno le seconde per la Tunisia dopo la rivoluzione. 

I candidati alla presidenza, per vincere, dovranno ottenere la maggioranza assoluta dei voti nel primo turno delle elezioni e, in caso contrario, sarà indetto un secondo round tra i 2 contendenti arrivati al primo e secondo posto.  Le liste sono state aperte il 2 agosto scorso e vi sarà tempo fino al 9 per presentare la propria candidatura. Si prevede che entro il 14 agosto la commissione riuscirà a valutare se i candidati possiedono i requisiti richiesti, per poi presentare la lista finale entro il 31 agosto.

La Tunisia è l’unico Paese della regione nordafricana che ha intrapreso una transizione democratica in seguito alle rivolte del 2011. Tuttavia, tale transizione è stata frenata da problemi economici che hanno causato diverse proteste. Lo scorso 7 gennaio, i cittadini tunisini sono scesi in piazza in almeno dieci città per manifestare contro le misure di austerity, che hanno causato l’aumento delle tasse e dei prezzi, imposte dal governo tunisino per ridurre il deficit crescente e contrastare la crisi economica.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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