Moavero in Grecia: agenda comune per coordinare le posizioni di Roma e Atene

Pubblicato il 9 agosto 2019 alle 12:52 in Grecia Italia

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Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, è in missione in Grecia, ad Atene, dall’8 al 9 agosto.

Secondo quanto riferisce il sito ufficiale della Farnesina, in agenda sono previsti colloqui con il Presidente della Repubblica Ellenica, Prokopīos Pavlopoulos, e con il Ministro degli Esteri, Nikos DendiasL’obiettivo della missione è di fissare un’agenda comune per coordinare le posizioni di Roma e Atene in seno all’ONU e gli organismi collegati, alla NATO e all’Unione Europea. Il comunicato della Farnesina sottolinea poi la “storia antichissima di relazioni intense” che accomuna i due Paesi, accomunati “da una civiltà plurimillenaria”. “Su queste basi peculiari e solide si fondano gli attuali rapporti di stretta e affettuosa amicizia, nonché la naturale notevole convergenza dei rispettivi interessi politici ed economici prioritari”, continua il documento. 

“Su queste basi peculiari e solide si fondano gli attuali rapporti di stretta e affettuosa amicizia, nonché la naturale notevole convergenza dei rispettivi interessi politici ed economici prioritari. In particolare, i due Paesi condividono la collocazione geo-politica nell’area del Mare Mediterraneo e dunque, le conseguenti sfide e opportunità”, riferisce la Farnesina. A tale proposito, il “Ministro Moavero proporrà possibili iniziative congiunte volte, da un lato, a favorire una complessiva stabilizzazione dell’area con la cessazione dei molti conflitti e dall’altro, a governare meglio i grandi flussi migratori con un pieno e solidale coinvolgimento degli Stati membri e delle Istituzioni dell’Unione Europea”.

La missione di Moavero sarà la prima di un ministro degli Esteri di uno Stato membro dell’Unione Europea al nuovo governo greco, che si è insediato un mese fa, dopo le elezioni nazionali del 7 luglio 2019. I risultati della competizione elettorale hanno premiato il partito di centro-destra del nuovo premier Kyriakos Mitsotakis, Nuova Democrazia, che ha ottenuto il 39,85% dei voti. La Coalizione della Sinistra Radicale di Tsipras, meglio nota con l’acronimo di Syriza, ha totalizzato il 31,53%. Nuova Democrazia ha quindi guadagnato la maggioranza assoluta in parlamento, con 158 seggi su 300. 

Mitsotakis, 51 anni, è figlio di un ex primo ministro e ha basato la sua campagna elettorale sulla promessa di nuove riforme per il Paese, concentrandosi sulla diminuzione delle tasse, gli incentivi agli investimenti e cambiamenti radicali nel mercato del lavoro. Le elezioni in Grecia arrivano in un momento in cui il Paese lotta per uscire da una crisi finanziaria, durata quasi un decennio, che ha visto la sua economia peggiorare drasticamente e la sua produttività diminuire di oltre un quarto. Nel suo discorso di vittoria, Mitsotakis ha promesso che la Grecia “entrerà fieramente” in un’era post-salvataggio e ha garantito “posti di lavoro, sicurezza e crescita”. “Un ciclo doloroso si è chiuso”, ha dichiarato il candidato vincente.

Questa vittoria ha segnato un cambiamento significativo per il Paese che è stato governato per quasi un decennio da coalizioni fragili di partiti ideologicamente divergenti, uniti dalla loro posizione favorevole o contraria agli accordi di salvataggio della Grecia proposti dalle autorità dell’Eurozona. “Ho chiesto un mandato forte per cambiare il Paese, e me lo avete generosamente offerto”, ha dichiarato Mitsotakis. Da parte sua, Tsipras ha affermato che la sconfitta del suo partito non ha rappresentato una disfatta, poiché in queste elezioni Syriza si è comunque dimostrata più forte del previsto. 

Syriza, che prima della crisi greca rappresentava un partito minore, ha preso il potere il 28 gennaio 2015, sostituendo un governo guidato da Nuova Democrazia. Quest’ultimo era stato indebolito da un diffuso malcontento dovuto alle dure misure fiscali, imposte dai creditori della Grecia, l’Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale, per il salvataggio finanziario del Paese. Tuttavia, nonostante le promesse di porre fine all’austerità, il governo guidato da Syriza ha dovuto cedere alle richieste dei suoi istituti di credito, dopo 7 mesi di contrattazioni. Queste hanno previsto la sottoscrizione di un terzo piano di salvataggio, che ha causato un ulteriore aumento delle tasse.

Il partito è poi riuscito a riconquistare 123 seggi nelle elezioni che si sono tenute il 20 settembre del 2015 e ha formato un governo di coalizione con il partito nazionalista indipendente dei Greci. La Grecia ha portato a termine il suo ultimo piano di salvataggio nel 2018 ma è ancora sotto sorveglianza fiscale da parte dei suoi creditori. Si prevede che la sua economia crescerà di circa il 2% quest’anno, ma permangono pressanti problemi finanziari e il Paese presenta un tasso di disoccupazione del 18%, il più alto della zona euro.

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Maria Grazia Rutigliano

  

di Redazione

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