Libia: soccorsi 45 migranti irregolari

Pubblicato il 9 agosto 2019 alle 15:21 in Immigrazione Libia

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La Guardia Costiera libica ha tratto in salvo, l’8 agosto, 45 migranti irregolari, a bordo di un gommone che si trovava a 55 miglia a Nord-Ovest della capitale Tripoli.

La notizia è stata riportata da un portavoce della marina libica, il generale Ayoub Kassem. Quest’ultimo ha dichiarato che l’operazione di salvataggio è stata effettuata dalla nave Fazan, appartenente a una pattuglia della Guardia Costiera di Tripoli, dopo aver ricevuto un comunicato, il 7 agosto, circa una nave che navigava nel Mediterraneo, con a bordo 45 immigrati clandestini, tra cui 8 donne e 2 bambini.

I migranti sono sbarcati alle 20.00 dell’8 agosto, presso la base navale di Tripoli, e sono stati consegnati al centro di accoglienza di Janzour, gestito dall’agenzia per l’immigrazione clandestina di Tripoli, dopo aver ricevuto l’assistenza umanitaria e medica necessaria. Kassem ha specificato che le forze navali avevano dapprima chiesto alle autorità per il contrasto all’immigrazione illegale e al ministero dell’Interno di accogliere i migranti ma, non avendo avuto una risposta immediata, si sono rivolte al centro di Janzour. “Comprendiamo i motivi, le difficoltà e le sfide affrontate dalle autorità. Speriamo che in futuro potremo rilasciare in breve tempo i migranti salvati” sono state le parole del portavoce.

Già tra il 3 ed il 5 agosto scorso, la Guardia Costiera libica ha condotto operazioni di salvataggio che hanno permesso di soccorrere 122 migranti irregolari. Poco prima, tra il 31 luglio ed il 1 agosto, a largo delle coste libiche, sono stati tratti in salvo altri 75 migranti irregolari, nei pressi della città occidentale di Zuwara.

Il 21 luglio l’IOM ha pubblicato un report riguardante la Libia, in cui viene dichiarato che sono almeno 641.398 i migranti che sono stati censiti nel Paese nordafricano nel trimestre marzo-maggio 2019, di 39 nazionalità diverse. Tra questi, il 6% è composto da minori, per il 34% non accompagnati. L’area geografica di origine principale è l’Africa sub-Sahariana, da cui parte il 65% dei migranti, provenienti soprattutto dal Niger. Una volta arrivati in Libia, talvolta senza passare da nessun altro Paese, i migranti si stanziano prevalentemente nelle aree di Tripoli, Ejdabia e Murzuq.

In Libia, la situazione di grave instabilità, che ha avuto inizio nel 2011, ha contribuito a rendere il Paese un canale di passaggio per coloro che, provenienti dal continente africano, desiderano raggiungere l’Europa. Tuttavia, i trafficanti di essere umani e diversi gruppi armati hanno sfruttato la situazione di caos per alimentare fenomeni di abusi e torture di migranti.

Circa 6.000 migranti provenienti da Eritrea, Etiopia, Somalia, Sudan e altri Paesi africani sono rinchiusi in dozzine di strutture di detenzione in Libia. Tali strutture sono in mano ai gruppi armati libici, i quali non tutelano in alcun modo le persone detenute, e i migranti in Libia vivono in condizioni pessime, soggetti a torture e abusi.

Secondo diverse organizzazioni, Tripoli non rappresenta un luogo sicuro e adatto per ospitare i migranti. Pertanto, la UN Refugee Agency ha chiesto alla comunità internazionale di effettuare ulteriori evacuazioni dalla capitale. Secondo quanto riferito dall’agenzia stessa, nel solo mese di maggio 2019, la Guardia Costiera libica ha soccorso in mare 1.224 migranti, che ha poi riportato in tale situazione.

 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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