Egitto: sale il numero delle vittime dell’attentato del 4 agosto

Pubblicato il 9 agosto 2019 alle 12:16 in Africa Egitto

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Sale a 23 il numero dei morti causati dall’esplosione verificatasi il 4 agosto scorso, al di fuori dell’Istituto Nazionale per il Cancro del Cairo. Il bilancio include altresì 46 feriti.

Lo scoppio era avvenuto a causa di un’automobile, con a bordo esplosivi, che, contromano e ad alta velocità, si era lanciata contro altre 3 vetture, poste davanti all’edificio. In un primo momento non era chiaro perché la collisione avesse portato ad una così grande esplosione e se le vittime provenissero tutte dalle auto coinvolte nell’incidente.

Già il 5 agosto, il ministero dell’Interno egiziano aveva dichiarato che la quantità di esplosivi nell’auto faceva pensare che questa stesse per compiere un attentato terroristico. Successivamente, giovedì 8 agosto, lo stesso ministero ha rivelato l’identità dell’autore e dei pianificatori di tale atto. Nello specifico, il principale responsabile è Abdul Rahman Khaled Mahmoud, un ragazzo di 24 anni, residente nel governatorato di Fayoum e precedentemente ricercato per aver commesso altre operazioni terroristiche dal 2018.

Il terrorista, identificato grazie a test del DNA, è un membro di Hasm, un gruppo terroristico il cui acronimo deriva da “Harakat Sawa’d Misr”, ovvero “Movimento delle armi d’Egitto”. Tale gruppo è nato ufficialmente nel 2014 e si ritiene che sia affiliato ai Fratelli Musulmani. La sua comparsa è avvenuta successivamente, nel 2015, quando ha rivendicato l’omicidio del procuratore capo del Paese, Hisham Barakat, al Cairo.

Le indagini hanno portato all’identificazione anche di altri terroristi appartenenti al medesimo gruppo, tra cui è presente un leader dei Fratelli Musulmani, ed è stato altresì scoperto il percorso compiuto dall’auto prima dell’esplosione. Dopo aver ricevuto il mandato di arresto, la polizia ha condotto un’operazione per la loro cattura. Due terroristi sono morti mentre cercavano di fuggire dalle forze dell’ordine.

Dopo l’arresto del fratello del terrorista suicida, la polizia è riuscita a scovare due rifugi di alcuni membri di Hasm, nei governatorati de Cairo e di Fayoum. Nel corso della prima incursione, i terroristi hanno cercato di colpire le forze di polizia con dispositivi esplosivi ma, dopo uno scontro a fuoco, 8 terroristi sono morti. Nel corso della seconda operazione, nel Nord-Est del Cairo, altri 7 terroristi sono stati uccisi. In entrambe le incursioni sono state altresì ritrovate armi ed esplosivi.

Lo scorso 7 agosto, anche il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha condannato l’attentato del 4 agosto, definendolo codardo. È stato altresì evidenziato che il “terrorismo” mina la pace e la sicurezza internazionale, ribadendo che qualsiasi atto terroristico rappresenta un’azione criminale e ingiustificabile, indipendentemente dal motivo, dal luogo, dal tempo e dall’autore.

Per quanto riguarda il fenomeno del terrorismo in Egitto, il Global Terrorism Index 2018 ha inserito il Paese al nono posto tra i Paesi con il più alto tasso di terrorismo al mondo, con un punteggio di 7,3 su 10. Le attività terroristiche in Egitto, oltre a causare un alto numero di morti, hanno un impatto negativo sull’economia e sul turismo del Paese. In tale quadro, il 20 febbraio scorso, le autorità egiziane hanno annunciato di voler costruire un muro di 6 metri intorno alla città di Sharm el-Sheikh, nota località turistica situata nella regione del Sinai, con l’obiettivo di proteggere i turisti dalle crescenti minacce terroristiche. Tale mossa, tuttavia, è stata ritenuta da molti controproducente e non necessaria. Tra le maggiori minacce alla sicurezza del Paese, si segnalano due gruppi terroristici affiliati allo Stato Islamico, ISIL-Sinai Province (ISIL SP) e l’Islamic State Egypt (IS Egypt).

Il movimento dei Fratelli Musulmani è stato definito dall’Egitto un’organizzazione terroristica nel dicembre 2013. Il presidente del Cairo, Abdel Fattah Al-Sisi, è salito al potere a seguito della cacciata dell’ex presidente egiziano Mohamed Morsi, esponente di tale movimento, destituito il 3 luglio 2013. Da quel momento, le autorità del Cairo hanno iniziato a lanciare una dura repressione contro la Fratellanza.

 

 

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.