Caso Skripal: nuove sanzioni in arrivo per Mosca

Pubblicato il 9 agosto 2019 alle 7:57 in Russia USA e Canada

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Gli USA hanno ufficialmente annunciato che imporranno nuove sanzioni alla Russia per il caso Skripal, l’ex agente sovietico avvelenato con agenti nervini lo scorso anno.

Secondo quanto riportato da un comunicato ufficiae del Dipartimento di Stato, l’oggetto delle sanzioni saranno i rapporti con  le istituzioni finanziarie internazionali, come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Washington si opporrà dunque a qualsiasi prestito o assistenza finanziaria alla Russia da parte di questi organismi. 

Washington ha intenzione di proibire alle banche statunitensi di partecipare al mercato primario del debito sovrano russo e di prestare fondi al governo russo, in valuta diversa dal rublo.  Inoltre, subiranno ulteriori restrizioni le importazioni di beni sotto il controllo del Dipartimento di Commercio degli USA, soprattutto beni tecnologici.

Le sanzioni sono state emanate in base a una legge del 1991 sull’eliminazione delle armi chimiche e biologiche. La nota del Dipartimento di Stato riferisce che le sanzioni entreranno in vigore il prossimo 19 agosto per la durata di un anno. Dopo questo periodo saranno revocate sotto la condizione che la Russia si metta in regola con le disposizioni previste dall’accordo internazionale.

Gli Stati Uniti ritengono responsabile il Cremlino dell’avvelenamento dell’ex spia russa avvelenata con un agente nervino conosciuto come novikoc. Nonostante il coinvolgimento non sia stato dimostrato, Washingnton continua a puntare il dito contro Mosca.

Per questa ragione, come condizione primaria per la revoca delle sanzioni, è previsto che la Russia  dimostri di non avere intenzione di usare armi chimiche e biologiche in futuro, permettendo una visita da parte di ispettori internazionali e risarcendo le vittime dell’attacco di Salisbury.

Queste misure sembrano non preoccupare affatto Mosca. Riguardano infatti ambiti finanziari estranei alle normali operazioni economiche russe. Il vice ministro degli Esteri russo, Sergej Ryabkov, si è dichiarato non sorpreso e ha liquidato la notizia definendola “mera propaganda di Washington in vista  delle elezioni presidenziali del 2020”.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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