Onu: preoccupazione per 36 migranti tra Libia e Tunisia

Pubblicato il 8 agosto 2019 alle 14:07 in Immigrazione Libia Tunisia

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Le Nazioni Unite, il 7 agosto, hanno espresso la propria preoccupazione per 36 migranti provenienti dalla Costa d’Avorio che sono stati portati dalle autorità tunisine al confine con la Libia all’inizio di questa settimana.

In una dichiarazione dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) è stato affermato che le Nazioni Unite in Tunisia sono preoccupate, in particolare, per la salute e le condizioni di tali migranti ivoriani, tra cui vi sono altresì bambini e donne incinte. Pertanto, le autorità tunisine sono state invitate a trasferire i migranti in un “luogo sicuro all’interno della Tunisia” e a trovare una soluzione alla loro situazione.

In tale quadro, lo scorso 5 agosto, il ministero della Difesa tunisino ha reso noto che 53 migranti senza documenti, di cui 33 dalla Costa d’Avorio e 20 dal Sudan, sono stati arrestati dai gruppi militari che operano alla frontiera, mentre cercavano di attraversare illegalmente il confine con la Libia. In particolare, è stato loro impedito di entrare nel territorio nazionale tunisino e sono stati fatti ritornare indietro, ribadendo l’obbligo di accedere per “porte ufficiali”.

A tal proposito, il Forum tunisino per i diritti sociali ed economici ha pubblicato un video che mostra un gruppo di migranti irregolari, provenienti dall’Africa sub-sahariana, che si lamentano dopo essere stati “espulsi” dalle autorità tunisine e lasciati nel deserto senza cibo e acqua. “Non sappiamo cosa fare … Abbiamo bisogno di aiuto” sono le parole di uno dei migranti.

Sei organizzazioni per i diritti umani, tra cui la Lega tunisina per la difesa dei diritti umani, hanno espresso la propria indignazione verso il disprezzo mostrato per la vita dei migranti e dei loro bambini, messi in pericolo e in condizioni degradanti con la loro espulsione. Tali organizzazioni hanno poi chiesto alle autorità tunisine di lasciare i migranti entrare “urgentemente” in territorio tunisino.

A metà del mese di luglio scorso, il Forum tunisino per i diritti sociali ed economici, che affronta la questione dell’immigrazione illegale in Tunisia, ha presentato un rapporto in cui viene riportato che il numero di migranti che hanno attraversato le frontiere terrestri è aumentato da 417, inerente alla prima metà del 2018, a 1008, cifra raggiunta durante lo stesso periodo del 2019. È stato inoltre sottolineato che il valico di frontiera Libia- Tunisia, attraversato dall’84% dei migranti, ha assistito ad un aumento da 105 a 301, sempre nel periodo da gennaio a giugno 2018-2019.

In Libia, la situazione di grave instabilità, che ha avuto inizio nel 2011, ha contribuito a rendere il Paese un canale di passaggio per coloro che, provenienti dal continente africano, desiderano raggiungere l’Europa. Tuttavia, i trafficanti di essere umani e diversi gruppi armati hanno sfruttato la situazione di caos per alimentare fenomeni di abusi e torture di migranti. Circa 6.000 migranti provenienti da Eritrea, Etiopia, Somalia, Sudan e altri Paesi africani sono rinchiusi in dozzine di strutture di detenzione in Libia. Tali strutture sono in mano ai gruppi armati libici, i quali non tutelano in alcun modo le persone detenute, e i migranti in Libia vivono in condizioni pessime, soggetti a torture e abusi.

Secondo diverse organizzazioni, Tripoli non rappresenta un luogo sicuro e adatto per ospitare i migranti. Pertanto, la UN Refugee Agency ha chiesto alla comunità internazionale di effettuare ulteriori evacuazioni dalla capitale. Secondo quanto riferito dall’agenzia stessa, nel solo mese di maggio 2019, la Guardia Costiera libica ha soccorso in mare 1.224 migranti, che ha poi riportato in tale situazione.

 

 

 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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