Israele: morto accoltellato un soldato al confine

Pubblicato il 8 agosto 2019 alle 12:31 in Israele Medio Oriente

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L’esercito israeliano ha dichiarato di aver trovato morto uno dei suoi soldati a Efrat, città a Sud di Betlemme, in Cisgiordania. Il corpo, che presenta segni di accoltellamento, è stato ritrovato nelle prime ore dell’8 agosto.

Il soldato, un ragazzo di 19 anni, identificato successivamente con il nome di Dvir Sorek, era stato dichiarato scomparso dalla notte del giorno precedente, e anche i genitori hanno affermato di non essere stati in grado di contattarlo dalla sera del 7 agosto. In particolare, le sue tracce sono andate perse dal momento in cui ha lasciato la scuola in cui studiava.

Dvir prestava servizio per le forze di difesa israeliana, nell’insediamento israeliano in Cisgiordania, oltre a studiare in una scuola religiosa ebraica pre-militare. Al momento dell’assalto non indossava, però, l’uniforme.

Non sono stati rivelati ulteriori dettagli, ma l’esercito ha sottolineato che sono state avviate indagini, in collaborazione con l’agenzia di sicurezza israeliana Shin Bet e le forze di polizia. Secondo alcuni media israeliani, il soldato sembrava essere stato rapito prima di essere ucciso e il suo corpo lasciato su una strada. Uno dei sospetti è che sia stato rapito e successivamente ucciso da militanti palestinesi. Secondo un’altra pista, si pensa che dietro l’uccisione vi sia una cellula terroristica, no identificata. Al momento, però, non si ha alcuna prova e conferma di ciò.

Il Movimento per il Jihad Islamico, un gruppo militante palestinese fondato nella Striscia di Gaza negli anni settanta, ha definito l’accaduto un atto eroico, che invia un messaggio importante.

È stato un corrispondente di Ynet ad aver dichiarato che la responsabile dell’accaduto è una cellula palestinese, che avrebbe ucciso il soldato e trasportato il corpo su un auto, fino all’insediamento di Efrat, dove è stato lasciato sul ciglio di una strada. Secondo il corrispondente, l’esercito al momento sarebbe alla ricerca di tale cellula e dell’auto, utilizzata prevalentemente in zone della Cisgiordania meridionale.

I leader israeliani hanno invitato il proprio governo a stabilire un nuovo insediamento nel luogo del ritrovamento del corpo del soldato, oltre a rafforzare i controlli negli insediamenti esistenti. Il leader del Consiglio Regionale di Gush Etzion, Shlomo Ne’eman, si è detto determinato a sconfiggere qualsiasi colpo da parte dei “peggiori nemici” e che il proprio insediamento non resterà indebolito come una nazione o un’azienda, anche nel quadro della guerra verso l’Indipendenza. A tal proposito, Ne’eman ha invitato il governo israeliano a vincere tale guerra.  

Il presidente del partito Yisrael Beiteinu, Avigdor Lieberman, ha commentato la morte del soldato, affermando che sottomettersi e arrendersi al “terrorismo” a Gaza porta ad attacchi a Gerusalemme e in Cisgiordania. A detta di Lieberman, l’attuale politica del governo rappresenta un vile tentativo di acquistare calma a breve termine e sacrificare la sicurezza dei cittadini israeliani a lungo termine.

Il direttore della scuola dove Dvir studiava, Rabbi Shlomo Vilk, ha affermato: “Una delle nostre sfide è essere attenti a non tradurre tale omicidio in sentimenti di odio, paura e isolamento. Non possiamo abbassarci e diventare come i nostri nemici”.

Alcuni media hanno sottolineato come, alcuni anni fa, 3 giovani della città di Hebron hanno sparato e ucciso coloni israeliani nello stesso luogo in cui è stato ritrovato il corpo di Dvir Sorek. L’operazione era nota come Operazione Gush Etzion, dal nome dell’insediamento israeliano.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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