Gorbačëv: decisione USA di sospendere l’INF porterà il caos

Pubblicato il 8 agosto 2019 alle 6:30 in Russia USA e Canada

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“La decisione degli Stati Uniti di sospendere il trattato internazionale sui missili a medio e lungo raggio è una minaccia per la sicurezza internazionale”. A parlare è Michail Gorbačëv, il leader che quel trattato lo aveva firmato assieme a Ronald Reagan, nel 1987, e che ormai è ufficialmente decaduto, dopo i sei mesi di sospensione annunciati unilateralmente da Washington  lo scorso 2 febbraio. Una decisione, stando a quanto dichiarato dall’ex leader sovietico, che non comprometterebbe soltanto la sicurezza dell’Europa, ma quella di tutto il mondo. 

“Lo scioglimento del trattato difficilmente genererà benefici per la comunità internazionale. Al contrario, questa mossa non fa altro che minare la sicurezza non solo dell’Europa, ma anche mondiale”, ha dichiarato Gorbačëv in un’intervista. 

Secondo l’ex presidente dell’URSS, la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dal trattato è stata unilaterale; Washington avrebbe cercato di scaricare la colpa sulla Russia, accusando il Cremlino di aver violato i termini dell’accordo. La Russia, dal canto suo, vede il posizionamento dei sistemi antimissile che gli USA hanno dispiegato in Europa come una palese violazione del trattato, in quanto quei sistemi possono essere riconvertiti per l’attacco, proprio come missili nucleari a gittata intermedia. 

Gorbačëv parla di un colpo inferto alla sicurezza strategica che porterà “incertezza e caos nella politica internazionale”. Il timore più grande dell’ex presidente, infatti, è i che senza l’INF verrà a mancare il “pilastro” dell’architettura della sicurezza del dopo Guerra Fredda e questo potrebbe aprire la strada per la “demolizione” di un altro pilastro del sistema di non proliferazione nucleare il New START, che limitava di un terzo gli arsenali posseduti dalle due potenze. Martedì scorso, infatti, il Consigliere USA per la Sicurezza Nazionale John Bolton ha definito “debole” il trattato e ha dichiarato che è improbabile che alla sua scadenza, nel 2021, venga prorogato.

Negli ultimi anni, Mosca e Washington si sono regolarmente accusate l’un l’altra di violare il trattato INF.

Il trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) venne siglato l’8 dicembre 1987 da Ronald Reagan e Michail Gorbačëv. Il trattato fu il primo frutto del cambio al vertice dell’Unione Sovietica: esso pose fine alla vicenda degli euromissili, ovvero dei missili nucleari a raggio intermedio installati da USA e URSS sul territorio europeo.

Il documento non ha vincoli di tempo. Ciascuna parte ha il diritto di uscirne, a patto che venga dimostrata oggettivamente la necessità di tale decisione.

Lo scorso 2 febbraio, il presidente americano Donald Trump ha annunciato l’inizio della procedura per uscire dal Trattato INF. Secondo quanto dichiarato da Trump, il processo di uscita si concluderà in 6 mesi, a meno che la Russia “non ritorni ad osservare il trattato, distruggendo tutti i suoi missili, le installazioni di lancio ed i relativi equipaggiamenti che violano il trattato”. Nello specifico, Washington farebbe riferimento al razzo russo 9M729, la cui portata violerebbe le disposizioni del trattato.

A inizio luglio, il presidente russo Vladimir Putin ha firmato una legge federale sulla sospensione del trattato e il documento è stato pubblicato sul portale internet di informazione legislativa ufficiale, la Gazzetta ufficiale on-line della Federazione russa.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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