Bahrein: l’Iran, un ostacolo alla sicurezza

Pubblicato il 8 agosto 2019 alle 20:20 in Bahrein Iran

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Il ministro degli Esteri del Bahrein, Khalid bin Ahmed Al Khalifa, giovedì 8 agosto, ha invitato l’Iran a porre fine a dichiarazioni e operazioni che potrebbero alimentare ulteriormente le tensioni nella regione del Golfo.

Il ministro ha, in particolare, fatto riferimento ad alcune dichiarazioni da parte iraniana riguardanti la conferenza, di carattere internazionale, tenutasi a Manama lo scorso 31 luglio, in cui si è discusso della sicurezza dei corridoi commerciali e di trasferimento dell’energia, oltre alla cooperazione tra i Paesi del Golfo e gli alleati e partner internazionali. In tale cornice, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Abbas Mousavi, aveva criticato il Bahrein per aver ospitato tale conferenza, definita un incontro provocativo e che desta sospetto. Tale meeting, inoltre, a detta dell’Iran, avrebbe incoraggiato un intervento militare, anche di Paesi come Israele, e destabilizzato ulteriormente la regione. Pertanto, Teheran aveva invitato il Bahrein a porre fine alle misure ostili e a promuovere un approccio costruttivo a favore, e non contro, l’Iran.

Il Bahrein, da parte sua, ritiene che le dichiarazioni giunte da Teheran riflettano il suo approccio destabilizzante per la sicurezza della regione. Quanto affermato si contrappone al bene e agli interessi dell’intera regione e, pertanto, il Paese dovrebbe impegnarsi nel promuovere una de-escalation nel Golfo, a beneficio di tutti i Paesi vicini.

Inoltre, per il ministro bahreinita, le dichiarazioni dell’Iran mirano a frenare le iniziative adottate e gli sforzi profusi dal proprio Paese per garantire sicurezza, stabilità e libertà di navigazione nelle acque del Golfo Persico e dell’intera regione. Iniziative di cui Teheran ha sempre beneficiato. Pertanto, l’aver ospitato l’incontro del 31 luglio è prova dei continui tentativi e delle politica adottata dal Bahrein, che prevede una partecipazione attiva ed efficace per preservare la sicurezza della regione.  

A detta di Al-Khalifa, tale politica prevede azioni di carattere collettivo ed una cooperazione congiunta tra Paesi alleati e partner internazionali, desiderosi di adempiere alle proprie responsabilità nell’affrontare tutte le sfide che si pongono nella regione. Quest’ultima riveste un’importanza strategica per tutto il mondo, su vari livelli e settori.

Il ministero degli Esteri del Bahrein ha ribadito il proprio invito, all’Iran, di porre fine a tali dichiarazioni irresponsabili o minacce vuote o operazioni che possano provocare tensioni. Teheran è stata altresì invitata a promuovere una tregua e nel rispettare interessi, sovranità e indipendenza dei Paesi della regione, oltre a preservare la pace e la sicurezza sia a livello regionale sia internazionale.

Le tensioni nel Golfo sono cresciute nell’ultimo mese. Il 19 luglio, il Regno Unito ha reso noto che l’Iran ha confiscato 2 petroliere britanniche nel Golfo e ha intimato Teheran di restituirle immediatamente o di affrontare le conseguenze di tale mossa.  L’11 luglio scorso, un portavoce del governo britannico ha riportato che tre navi iraniane hanno cercato di ostacolare la nave britannica Heritage, situata nello Stretto di Hormuz. 

Inoltre, lo scorso 29 luglio, una nave da guerra inglese ha raggiunto il Golfo Persico per “garantire la sicurezza della navigazione”. Il cacciatorpediniere è stato inviato per scortare, attraverso lo strategico Stretto di Hormuz, le imbarcazioni battenti bandiera del Regno Unito. Precedentemente, il 22 luglio, il governo britannico aveva annunciato lo schieramento di una forza navale europea nello Stretto di Hormuz, per garantire il passaggio sicuro delle imbarcazioni nel Golfo.

La Gran Bretagna non ha introdotto alcuna politica contro l’Iran ma Teheran considera la mossa britannica un tentativo di sostegno al presidente della Casa Bianca, Donald Trump. Quest’ultimo, il 2 maggio, ha annunciato che gli Stati Uniti non avrebbero più concesso esenzioni dalle sanzioni agli ultimi 8 compratori di petrolio rimasti alla Repubblica Islamica, con l’aspettativa che le esportazioni iraniane si sarebbero ridotte a zero nel breve periodo. 

Gli Stati Uniti hanno accusato Teheran di essere responsabile di alcuni attacchi degli ultimi mesi e di minare la sicurezza della regione e la libertà di navigazione. L’Iran, da parte sua, ha negato le accuse e ha altresì proposto un accordo di non aggressione con i Paesi del Golfo.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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