Libia: 122 migranti tratti in salvo in 3 giorni

Pubblicato il 7 agosto 2019 alle 16:53 in Immigrazione Libia

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La Marina libica ha dichiarato che 122 immigrati irregolari sono stati tratti in salvo nel corso di diverse operazioni avvenute negli ultimi 3 giorni, a largo delle coste a Nord-Ovest della capitale Tripoli.  

In particolare, la Guardia Costiera libica ha affermato che le operazioni di salvataggio hanno avuto luogo il 3, 4 e 5 agosto con l’ausilio di tre gommoni posti a diverse distanze e la nave Fazan, della Guardia Costiera.

Il 3 agosto sono stati salvati 10 migranti, a bordo di un gommone a circa 50 miglia a Nord-Est dell’isola di Farwa. Tra le persone tratte in salvo, 8 provenienti dal Marocco, uno bengalese e uno delle Filippine. L’operazione del 4 agosto ha consentito, poi, il salvataggio di 84 migranti irregolari di diversa nazionalità, tra cui due donne e un bambino. Questi si trovavano a bordo di un gommone posto a circa 70 miglia a Nord-Ovest di Tripoli. Il 5 agosto, invece, altri 28 a bordo di un’imbarcazione di legno, situata a circa 74 miglia a Nord-Ovest di Tripoli, sono stati tratti in salvo. A bordo, vi erano 26 sudanesi e due egiziani.

In seguito all’approdo alla base navale di Tripoli, altresì punto di sbarco della Guardia Costiera, tutti i migranti sono stati consegnati al dipartimento per l’immigrazione illegale e rilasciati dopo aver ricevuto l’assistenza medica e umanitaria necessaria.

La scorsa settimana, tra il 31 luglio ed il 1 agosto, a largo delle coste libiche, sono stati tratti in salvo altri 75 migranti irregolari, nei pressi della città occidentale di Zuwara. Il 21 luglio l’IOM ha pubblicato un report riguardante la Libia, in cui viene dichiarato che sono almeno 641.398 i migranti che sono stati censiti nel Paese nordafricano nel trimestre marzo-maggio 2019.

Inoltre, il 31 luglio scorso, l’ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Buccino Grimaldi, ha affermato che gli sforzi profusi dalla Marina libica, nell’ambito del contrasto alla migrazione irregolare, hanno portato ad una riduzione di oltre il 55% dei flussi migratori verso l’Italia.

In Libia, la situazione di grave instabilità, che ha avuto inizio nel 2011, ha contribuito a rendere il Paese un canale di passaggio per coloro che, provenienti dal continente africano, desiderano raggiungere l’Europa. Tuttavia, i trafficanti di essere umani e diversi gruppi armati hanno sfruttato la situazione di caos per alimentare fenomeni di abusi e torture di migranti. Circa 6.000 migranti provenienti da Eritrea, Etiopia, Somalia, Sudan e altri Paesi africani sono rinchiusi in dozzine di strutture di detenzione in Libia. Tali strutture sono in mano ai gruppi armati libici, i quali non tutelano in alcun modo le persone detenute, e i migranti in Libia vivono in condizioni pessime, soggetti a torture e abusi.

Secondo diverse organizzazioni, Tripoli non rappresenta un luogo sicuro e adatto per ospitare i migranti. Pertanto, la UN Refugee Agency ha chiesto alla comunità internazionale di effettuare ulteriori evacuazioni dalla capitale. Secondo quanto riferito dall’agenzia stessa, nel solo mese di maggio 2019, la Guardia Costiera libica ha soccorso in mare 1.224 migranti, che ha poi riportato in tale situazione.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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