Kuwait: nuovi dettagli sulla cellula terroristica dei Fratelli Musulmani

Pubblicato il 7 agosto 2019 alle 12:08 in Egitto Kuwait

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Una fonte di sicurezza egiziana ha rivelato al quotidiano kuwatiano Al-Qabas ulteriori dettagli circa gli 8 terroristi arrestati lo scorso 12 luglio e appartenenti ai Fratelli Musulmani.

Tali militanti arrestati erano fuggiti dall’Egitto, dove erano ricercati con l’accusa di coinvolgimento in diverse operazioni di matrice terroristica. Successivamente, si erano recati in Sudan e Turchia, per poi giungere in Kuwait.

In seguito alle indagini dei servizi di sicurezza egiziani, è stato rilevato che tale gruppo mirava a creare ulteriori cellule, legate alla Fratellanza Musulmana, nei Paesi del Golfo, e in particolare in Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, con l’obiettivo di espandere la propria attività nei diversi Paesi arabi e raccogliere fondi da utilizzare nelle operazioni terroristiche in Egitto. Un altro scopo da raggiungere era la raccolta di informazioni di carattere politico ed economico. Un obiettivo, quest’ultimo, effettivamente raggiunto in Kuwait, da cui alcuni membri si sono diretti altresì all’estero per riportare quanto appreso, ai danni dello stesso Paese mediorientale.

I servizi di sicurezza egiziani hanno poi stilato un elenco di persone, residenti in Egitto, a cui la cellula del Kuwait ha inviato denaro. Tra queste, alcune donne che hanno distribuito i fondi ricevuti alle famiglie di membri della Fratellanza Musulmana. Inoltre, parte del denaro è stato altresì ricevuto da alcuni gruppi armati attivi nella regione egiziana del Sinai, con l’obiettivo di sostenere l’organizzazione di Ansar Bait al-Maqdis nell’acquisto di armi da impiegare contro l’esercito e le forze di polizia nel Sinai del Nord. Si tratta di un gruppo di militanti jihadisti estremisti, che ha giurato fedeltà all’ISIS e che si è rivelato particolarmente attivo in Egitto e nel Sinai.

Gli 8 membri della “cellula kuwaitiana” avevano lavorato come insegnanti, commercialisti e farmacisti. Questi erano fuggiti dall’Egitto dopo la caduta dell’ex presidente, Mohamed Morsi, pochi giorni prima della rivoluzione del 30 giugno, o dopo l’omicidio del procuratore egiziano al Cairo del 2015. Il leader è un membro del Partito per la libertà e la giustizia, responsabile della raccolta di fondi per le famiglie dei membri della Fratellanza Musulmana in prigione. Altri membri sono stati, invece, accusati di aver pagato manifestanti egiziani per protestare prima del colpo di Stato del 2013. A tali accuse si aggiungono quelle di organizzazione e partecipazione in diverse attività di carattere terroristico. Inoltre, le indagini hanno rivelato che diversi fondi sono stati inviati dai Fratelli Musulmani in Turchia verso il Kuwait.

Il Kuwait, rispetto agli altri Stati della regione, è stato meno colpito dall’ideologia estremista. Dal 1952, una branca della Fratellanza Musulmana sta tentando di diffondere la propria interpretazione della legge islamica, mentre dagli anni ’70, l’emirato è stato teatro di attacchi terroristici da parte di gruppi palestinesi e sciiti legati ad Hezbollah. A partire dagli anni ’90, invece, il Kuwait ha iniziato ad essere teatro dell’attività di al-Qaeda e da altri gruppi estremisti sunniti, come l’ISIS. L’attentato terroristico più mortale subito dal Kuwait si è verificato il 26 giugno 2015, quando un attentatore suicida dell’ISIS si è fatto esplodere presso una moschea sciita della capitale, causando la morte di 27 fedeli.

Sin dalla sua istituzione, l’organizzazione dei Fratelli Musulmani ha assunto diversi nomi nell’emirato. Attualmente, viene rappresentata dal Movimento Costituzionale Islamico (ICM), ovvero un partito politico di minoranza che cerca di introdurre la Sharia, la legge islamica, come fonte primaria per la legislazione del Paese. I Fratelli Musulmani in Kuwait dispongono, poi, di un’organizzazione di beneficenza non governativa, nota come Società per la Riforma Sociale (SRS), sanzionata e accusata, in quanto organizzazione terroristica, da Russia e Kazakistan. Quest’ultimo, in particolare, ha affermato che la SRS è stata fautrice di operazioni terroristiche, tra cui jihad armato e finanziamento al terrorismo.

Sebbene inizialmente il governo kuwaitiano abbia tollerato il ramo dei Fratelli Musulmani attivo nel Paese, negli ultimi anni, le tensioni tra il governo e l’ICM si sono inasprite, in particolare in seguito alla predominanza dell’organizzazione in Egitto tra il 2012 ed il 2013. In questi anni, inoltre, il Movimento ha boicottato le elezioni parlamentari in Kuwait, e tale opposizione è durata fino al 2016, quando alcuni candidati del partito sono riusciti a conquistare seggi in parlamento.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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