Afghanistan: i talebani minacciano le elezioni

Pubblicato il 7 agosto 2019 alle 16:22 in Afghanistan Asia

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I talebani hanno avvertito la popolazione afghana di evitare di partecipare agli eventi della campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 28 settembre, poiché i militanti colpiranno il “falso” processo elettorale. 

Alle elezioni presidenziali afgane parteciperanno 18 candidati, tra cui il presidente in carica, Ashraf Ghani. I talebani hanno riferito che le elezioni presidenziali del 2014 sono state rovinate dall’interferenza degli Stati Uniti, messa in atto dall’ex segretario di Stato USA, John Kerry. Intanto, la volontà del popolo veniva ignorata, hanno sottolineato i talebani. Il gruppo afferma che le elezioni in Afghanistan non saranno legittime finchè persisterà la presenza di forze straniere nel Paese.

I talebani hanno quindi avvertito la gente di non partecipare alle manifestazioni della campagna elettorale perché il gruppo “prenderà di mira le riunioni della campagna”. I militanti hanno poi invitato tutte le parti interessate a utilizzare le loro “energie e risorse” per sostenere “una vera pace” nel Paese, in modo che il processo di pace non sia “influenzato” in questa “fase delicata”. I talebani affermano che ai combattenti di tutto il Paese è stato ordinato di opporsi al “falso processo elettorale”. Un avvertimento simile era stato diffuso anche prima delle elezioni presidenziali del 2014.

Ciò accade una settimana dopo che l’ufficio politico di Amrullah Saleh, un alleato di Ashraf Ghani, è stato vittima di un attentato in cui almeno 20 persone hanno perso la vita e e più di 50 sono rimaste ferite. Nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità dell’attacco. Uno dei candidati, Rahmatullah Nabil, ha dichiarato, lunedì 5 agosto, che uno dei suoi incontri elettorali, organizzata nel distretto di Bagrami di Kabul, è stata rinviata a causa di minacce alla sicurezza. Nabil ha quindi chiesto che si presti  maggiore attenzione alla tutela dei candidati.

Il governo afghano, da parte sua, ha annunciato, il 28 luglio, un piano per la sicurezza della campagna elettorale e ha dichiarato che tutte le risorse verranno utilizzate per garantire che i raduni della campagna e il processo elettorale si svolgano in un ambiente sicuro. Tuttavia, nel Paese continuano le violenze. Almeno 7 poliziotti sono stati uccisi in un attacco effettuato da un talebano infiltrato nelle forze di sicurezza, nella provincia meridionale di Kandahar, il 5 agosto. 

Lo stesso giorno, almeno 2 persone sono decedute e altre 2 sono rimaste ferite a Kabul, a causa di un attentato contro un pulmino privato che trasportava 2 impiegati di un’emittente televisiva nazionale. L’attacco, in cui sono morti il conducente e un passante, era stato progettato con cura: una bomba era stata attaccata a un pullman utilizzato dalla Khurshid TV con l’uso di magneti, e l’ordigno è esploso durante l’ora di punta del pomeriggio. Sebbene non ci sia stata alcuna rivendicazione, i talebani, che controllano alcune parti del Paese, lo scorso giugno avevano annunciato che avrebbero preso di mira i media afghani, qualora questi non avessero smesso di trasmettere annunci anti-talebani. 

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. A seguito dell’invasione USA del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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