USA-Afghanistan: eccellenti progressi verso un accordo di pace

Pubblicato il 6 agosto 2019 alle 13:50 in Afghanistan USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Gli Stati Uniti e i talebani hanno compiuto “eccellenti progressi” nell’ultima serie di colloqui a Doha, finalizzati al raggiungimento di un accordo di pace. 

Le parti si sono incontrate in Qatar, a partire dal 3 agosto, per l’ottavo round di negoziati sul ritiro statunitense dall’Afghanistan, che potrà avvenire solo a seguito di un accordo tra talebani e governo afghano per la pace. Da parte loro, gli Stati Uniti chiedono che i talebani non trasformino il Paese in un rifugio sicuro per i gruppi jihadisti, tra cui Al Qaeda. “Dopo aver ottenuto progressi eccellenti a Kabul, la scorsa settimana, ho trascorso gli ultimi giorni a Doha, concentrandomi sulle questioni rimanenti per completare un potenziale accordo con i talebani”, ha scritto su Twitter l’inviato USA per l’Afghanistan, Zalmay Khalilzad. La conclusione di un’intesa “consentirebbe un ritiro delle truppe basato su alcune condizioni”, ha scritto aggiungendo che “abbiamo compiuto progressi eccellenti”.

“Il mio team e i rappresentanti talebani continueranno a discutere i dettagli tecnici, nonché i passaggi e i meccanismi necessari per una corretta attuazione dell’accordo in quattro parti a cui stiamo lavorando dalla mia nomina”, ha twittato Khalilzad. “L’accordo su questi dettagli è essenziale”, ha aggiunto l’inviato statunitense. I talebani, da parte loro, non hanno voluto commentare l’andamento dei colloqui di pace. Washington vorrebbe concludere un accordo di pace entro la fine del mese di agosto, in vista delle elezioni presidenziali in Afghanistan, che si terranno il 28 settembre.

In tale contesto, gli Stati Uniti stanno preparando un’ulteriore riduzione del personale militare USA in Afghanistan. Il numero si ridurrebbe dagli attuali 14.000 soldati a circa 9.000. Tale diminuzione risulterebbe gradita ai talebani, che chiedono il ritiro completo di tutte le forze straniere. A seguito del ridimensionamento delle truppe americane i militanti dell’organizzazione jihadista afghana si sono impegnati ad avviare le negoziazioni di un accordo di pace con il governo, al rispetto di una tregua nelle violenze e alla rinuncia ai rapporti con Al-Qaeda. La proposta è il risultato di mesi di colloqui tra i talebani e Zalmay Khalilzad. 

Tuttavia, nel Paese continuano le violenze. Almeno 7 poliziotti sono stati uccisi in un attacco effettuato da un talebano infiltrato nelle forze di sicurezza, nella provincia meridionale di Kandahar, il 5 agosto. Lo stesso giorno, almeno 2 persone sono decedute e altre 2 sono rimaste ferite a Kabul, a causa di un attentato contro un pulmino privato che trasportava 2 impiegati di un’emittente televisiva nazionale. L’attacco, in cui sono morti il conducente e un passante, era stato progettato con cura: una bomba era stata attaccata a un pullman utilizzato dalla Khurshid TV con l’uso di magneti, e l’ordigno è esploso durante l’ora di punta del pomeriggio. Sebbene non ci sia stata alcuna rivendicazione, i talebani, che controllano alcune parti del Paese, lo scorso giugno avevano annunciato che avrebbero preso di mira i media afghani, qualora questi non avessero smesso di trasmettere annunci anti-talebani. 

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. A seguito dell’invasione USA del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo. 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.