Regno Unito si unisce alla missione di sicurezza USA nel Golfo

Pubblicato il 6 agosto 2019 alle 14:31 in UK USA e Canada

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Il Regno Unito ha annunciato che parteciperà alla missione di sicurezza marittima degli Stati Uniti per proteggere le rotte di navigazione nello Stretto di Hormuz. 

I funzionari britannici hanno affermato che, escluse le questioni relative alla Brexit, questa decisione è la più significativa in politica estera del nuovo primo ministro, Boris Johnson. A seguito dell’aumento delle tensioni nello Stretto di Hormuz e del sequestro di una nave inglese da parte di Teheran, la Gran Bretagna chiedeva una missione navale a guida europea. Il 6 agosto, tuttavia Londra ha deciso di aderire alla “missione internazionale di sicurezza marittima” guidata dagli Stati Uniti. 

“È fondamentale garantire la libertà di tutte le spedizioni internazionali di navigazione senza indugio sullo Stretto di Hormuz, vista la crescente minaccia”, ha dichiarato il segretario alla Difesa britannico, Ben Wallace. “Lo spiegamento delle risorse della Royal Navy è un segno del nostro impegno nei confronti delle nostre navi battenti bandiera inglese e non vediamo l’ora di lavorare a fianco degli Stati Uniti e di altri per trovare una soluzione internazionale ai problemi nello Stretto di Hormuz”, ha poi aggiunto il segretario.

Nessun altro Paese è ancora coinvolto in tale iniziativa. Al contrario, la Germania si è detta “riluttante” a partecipare alla missione degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz. Berlino ha però dichiarato di guardare con favore una missione navale europea nel Golfo. Le dichiarazioni, rilasciate mercoledì 31 luglio dal governo della cancelliera Angela Merkel, giungevano in risposta all’appello lanciato, il giorno precedente, dagli Stati Uniti. Questi chiedevano un “aiuto nel proteggere” la rotta petrolifera più impegnativa e nel “combattere l’aggressione dell’Iran”.

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha, quindi, accolto con favore la decisione britannica. “Questa è una sfida internazionale e non vediamo l’ora l’opportunità di lavorare insieme con la Royal Navy e con altri partner e alleati che condividono l’obiettivo comune di garantire il libero flusso del commercio”, ha dichiarato il comandante, Rebecca Rebarich, portavoce del Pentagono. Il traffico di navi cisterna attraverso lo Stretto, dal quale passa un quinto del petrolio mondiale, è diventato il fulcro di una contrapposizione tra Iran e Stati Uniti, ma tocca particolarmente anche Londra. 

La scintilla era scoppiata proprio venerdì 19 luglio, quando il Regno Unito aveva reso nota la confisca, nel Golfo, di 2 sue petroliere, tra cui la Stena Impero. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione di Teheran aveva annunciato che la richiesta di sequestro era stata avanzata dalle autorità marittime nazionali. Lunedì 22 luglio, la Gran Bretagna ha ordinato il rilascio immediato della sua petroliera e dell’equipaggio, definendo il sequestro, avvenuto nei pressi dello Stretto di Hormuz, un atto illegale. 

Tuttavia, la disputa tra Iran e Regno Unito era iniziata il 4 luglio scorso, quando la petroliera iraniana Grace 1 era stata bloccata dalla polizia locale e dall’agenzia doganale di Gibilterra, sostenute da un distaccamento della Marina britannica. In una dichiarazione, il governo locale aveva dichiarato di avere ragionevoli motivi per credere che la nave stesse trasportando un carico di petrolio greggio verso la raffineria di Banyas, in Siria. L’accusa è quella di aver violato, con il trasferimento di petrolio in Siria, le sanzioni imposte dall’Unione Europea. In tale quadro, l’11 luglio scorso, un portavoce del governo britannico ha riportato che tre navi iraniane hanno cercato di ostacolare la nave britannica Heritage, situata nello Stretto di Hormuz.

Il ripristino della libertà di traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è di importanza fondamentale per gli approvvigionamenti energetici mondiali, poiché un quinto di tutte le esportazioni di greggio globale passa per lo strategico canale, situato tra l’Oman e l’Iran.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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