Nicaragua: salta il dialogo governo-opposizione

Pubblicato il 6 agosto 2019 alle 6:30 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il governo del Nicaragua ha interrotto il dialogo con l’opposizione. Il governo di Daniel Ortega ha sostenuto la sua decisione di alzarsi dal tavolo dei negoziati, che aveva lo scopo di chiudere una crisi politica che dura quasi un anno e mezzo e che ha causato la morte di oltre 300 persone, in “assenza definitiva dell’altra parte”, come riferito dal  nunzio apostolico in Nicaragua, Stanislaw Waldemar Sommertag. Secondo la versione del religioso, rappresentante del Vaticano nel paese centroamericano, Ortega ha inviato il 30 luglio una lettera a Roma in cui si comunicava la fine del percorso di dialogo.

Carlos Tünnerman, un membro dell’Alleanza civica, ha respinto l’argomentazione del governo per interrompere i negoziati. “Chi che ha zavorrato il tavolo dei negoziati è il governo, perché abbiamo detto che sospendevamo temporaneamente la nostra assistenza come protesta per il mancato rispetto degli accordi e la morte di un manifestante incarcerato” – ha detto l’ex diplomatico.

Negli ultimi mesi il Vaticano ha svolto un ruolo cruciale nel processo negoziale tra l’opposizione dell’Alleanza civica e il governo, tramite il suo rappresentante a Managua, il polacco Sommertag. Sotto la sua direzione, il governo del Nicaragua e l’Alleanza civica hanno avviato una seconda tornata di negoziati che hanno permesso di raggiungere accordi parziali lo scorso aprile per il rilascio di manifestanti incarcerati e il reintegro dei diritti civili sospesi.

La Commissione interamericana per i diritti umani (IACHR) ha lamentato la decisione di Ortega in un contesto di persistenza delle violazioni dei diritti umani. LA IACHR ha indicato che la crisi in Nicaragua continua: “Vi è persecuzione degli oppositori attraverso arresti, minacce e assedi; mancano indagini imparziali sugli omicidi che continuano a verificarsi; le libertà pubbliche rimangono sospese”.

Venerdì 2 agosto il governo spagnolo ha invitato l’esecutivo nicaraguense a riprendere il dialogo per porre fine alla crisi. Il ministero degli Esteri spagnolo Josep Borrell, principale mediatore assieme al Vaticano, ha ribadito la sua disponibilità a contribuire alla ricerca di una soluzione alla crisi: “Solo attraverso il dialogo tra le parti e il rispetto degli accordi raggiunti al tavolo dei negoziati con l’Alleanza civica sarà possibile raggiungere una via d’uscita politica per la crisi politica che il Nicaragua sta attraversando e che sta causando enormi danni al paese e ai suoi cittadini “.  

Il saldo degli scontri tra il governo di Ortega e gli oppositori, tra aprile 2018 e oggi, è di 325 morti, 812 prigionieri politici e oltre 60.000 persone che sono state costrette a lasciare il Paese. Il Costa Rica è la principale destinazione dei nicaraguensi in fuga dalla repressione, ma non è l’unica destinazione: Messico, Spagna o Stati Uniti hanno registrato un importante aumento di immigrati nicaraguensi.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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