Il Decreto Sicurezza Bis è legge

Pubblicato il 6 agosto 2019 alle 16:52 in Immigrazione Italia

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Il Senato ha approvato in via definitiva la conversione in legge del discusso Decreto Sicurezza Bis, recante disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica.

Secondo quanto riportato dal sito del Ministero dell’Interno, la sera del 5 agosto, la legge è ora pronta alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. A testimoniare l’importanza di tale misura per l’esecutivo, questo ha deciso di porre la fiducia sul provvedimento. I presenti alla votazione sono stati 289, i votanti 238. Con 160 voti favorevoli, 57 voti contrari e 21 astenuti, l’approvazione è stata garantita. Il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, ha scelto l’astensione, mentre i senatori di Forza Italia non hanno partecipato al voto, pur restando in aula. Non erano presenti, invece, i 6 senatori a vita, mentre 5 senatori del Movimento Cinque Stelle hanno votato contro il provvedimento, nonostante la fiducia. 

“Oggi bado ai fatti, del resto dei temi politici parleremo da domani”, è stato il commento del ministro dell’Interno e vice-premier, Matteo Salvini, promotore del decreto. “Ci saranno meno Carola e più Oriana Fallaci” sostiene Salvini, riferendosi alla comandante della Sea Watch 3. Inoltre, il ministro ha ringraziato la Madonna, in un post su Twitter in cui annunciava la conversione del decreto. Salvini ha poi commentato: “Chi è stato a Medjugorje lo sa, è il 5 agosto, il compleanno della Vergine e mi fa piacere che oggi faccia un bel regalo all’Italia”. 

Il commento del segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, è stato particolarmente duro: “Il decreto Salvini è passato, l’Italia è più insicura. Grazie agli schiavi 5 stelle la situazione nelle città e nei quartieri rimarrà la stessa, anzi peggiorerà. Il crimine ringrazia, le persone sono sempre sole e le paure aumentano. Salvini ci campa”. Zingaretti ha poi sottolineato, in una nota, che nel decreto non si parla di lotta alla mafia.

Pietro Grasso ha espresso ulteriori critiche durante la discussione precedente al voto: “Ancora una volta questo governo umilia il ruolo del Parlamento, ci costringe a ratificare un decreto senza poterlo realmente discutere: testo blindato, emendamenti ignorati, il compito dei senatori si limiterà a timbrare, qualcuno felice e altri meno, il volere dei capi, anzi del Capitano. Un passo alla volta state trasformando il tempio della democrazia in quell’aula sorda e grigia, in quel bivacco di manipoli evocato in un periodo di cui alcuni, anche qui dentro, provano nostalgia”. 

Il provvedimento è stato al centro del dibattito politico negli ultimi mesi, sopratutto per quelle relative all’immigrazione. L’articolo 1 del decreto-legge attribuisce al Ministero dell’Interno, in qualità di Autorità nazionale di pubblica sicurezza, il potere di limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, ad eccezione del naviglio militare e delle navi di servizio governativo non commerciale, per ragioni di ordine e sicurezza pubblica, con l’accordo dei ministeri di Difesa e Infrastrutture ed informando il premier.

L’articolo 2 stabilisce multe dai 10.000 ai 50.000 euro per il comandante della nave che non rispetti le norme, insieme alla confisca della nave in caso di reiterazione del reato. Tale misura, nello specifico, è rivolta alle navi ong che soccorrono i migranti. L’articolo 3 prevede che la competenza delle procedure distrettuali antimafia venga estesa ai reati associativi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’articolo 4 stanzia 3 milioni di euro nel triennio 2019-2021 per finanziare gli oneri connessi al potenziamento delle operazioni di polizia sotto copertura.

Le misure relative all’ordine pubblico contenute negli altri articoli del decreto, invece, mirano ad accrescere la tutela degli operatori di polizia durante le manifestazioni, introducendo una nuova fattispecie delittuosa per punire chi usa razzi, bastoni e altri oggetti contundenti. Gli articoli che riguardano le manifestazioni sportive aumentano le pene per le condotte di violenza o minacce nei confronti degli arbitri, rendendo permanente la facoltà per le forze dell’ordine di arrestare fuori flagranza coloro che hanno commesso reati con violenza contro persone o cose, sanzionando amministrativamente la vendita non autorizzata dei biglietti per accedere alle manifestazioni sportive.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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