Corea del Nord: nuovo test missilistico e tensioni con USA e Corea del Sud

Pubblicato il 6 agosto 2019 alle 18:00 in Corea del Nord Corea del Sud USA e Canada

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La Corea del Nord ha effettuato il quarto lancio missilistico in meno di 2 settimane, avvertendo che gli atteggiamenti ostili di Washington e Seul contro Pyongyang “hanno raggiunto la linea di pericolo”.

Un portavoce del Ministero degli Esteri nordcoreano ha dichiarato che gli Stati Uniti e la Corea del Sud “pagheranno un caro prezzo” se continuano ad ignorare i ripetuti avvertimenti. Le forze di sicurezza della Corea del Sud hanno riferito che 2 missili balistici a corto raggio sono stati lanciati da Kwail, vicino alla costa occidentale della Corea del Nord, a circa 125 km da Pyongyang, nella provincia di Hwanghae. Si tratterebbe della quarta serie di lanci dal 25 luglio. I missili hanno volato per circa 450 km e hanno raggiunto un’altitudine di 37 km. Le agenzie di intelligence statunitensi e sudcoreane hanno sottolineato che l’artiglieria presentava caratteristiche di volo simili ai missili balistici a corto raggio lanciati dalla Corea del Nord il 25 luglio.

Kim Dong-yub, un esperto militare dell’Università Kyungnam, in Corea del Sud, ha affermato che l’ultima traiettoria di lancio è stata significativa. Con una rotta di volo di 450 km significa, quindi, che tutta la Corea del Sud si trovava nel raggio dei missili nordcoreani. “Parte di ciò che sta accadendo è che la Corea del Nord sta esprimendo frustrazione per la generale mancanza di progressi nell’agenda inter-coreana, aumentando nel contempo la pressione su i negoziati tra Stati Uniti e Corea del Nord, dimostrando come i suoi programmi potrebbero e continueranno ad avanzare”, ha affermato il caporedattore della 38 North, un gruppo di monitoraggio della Corea del Nord.

La Corea del Nord aveva effettuato l’ultimo test missilistico il 2 agosto e quello precedente il 31 luglio. I due missili avevano volato per circa 250 km ad un’altitudine di 30 km e sono poi caduti nel Mare Orientale, noto anche come Mar del Giappone, ha comunicato il JCS. In tale occasione, anche il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, aveva affermato che i lanci non costituivano “una minaccia per la sicurezza nazionale giapponese”. Tuttavia, i test rappresentano una nuova violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU da parte di Pyongyang e arrivano in un momento delicato dei rapporti con gli Stati Uniti.

Nonostante si tratti del terzo di questi eventi, in poco più di una settimana, la risposta del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è stata particolarmente pacata. “Non ho alcun problema, vedremo cosa succede, ma i missili a corto raggio (standard) sono molto basici”, ha dichiarato Trump ai giornalisti alla Casa Bianca. Un funzionario americano, che si è espresso a condizione di restare anonimo, ha affermato che i lanci non rappresentano una minaccia per il Nord America. 

I negoziati tra i due Paesi sulla de-nuclearizzazione rimangono, tuttavia, in stallo e Washington ha programmato una serie di esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud, per il mese di agosto. Per quanto riguarda i missili, i funzionari sudcoreani hanno sottolineato che la struttura delle armi utilizzate il 31 luglio sembrava essere di tipo diverso rispetto a quelli lanciati giovedì 25 luglio. Anche in tale data, Pyongyang aveva testato due armi balistiche e aveva dichiarato che il lancio rappresentava un “avvertimento” per i “guerrafondai” sudcoreani, affinché smettessero di importare armi e di condurre esercitazioni militari con gli altri Paesi, tra cui gli Stati Uniti. 

Secondo quanto dichiarato dal leader nordcoreano, Kim Jong Un, la Corea del Nord non può fare altro che “sviluppare armi super potenti per allontanare le minacce dirette e potenziali che provengono dal Sud”. Secondo quanto dichiarato da un rappresentante del Ministero della Difesa sudcoreano, “si è trattato di un nuovo modello di missili balistici a corto raggio”. I 2 missili, in particolare, avevano caratteristiche che li rendevano “simili ai missili russi SS-26 Iskander e a quelli lanciati nel mese di maggio da Pyongyang”. Tali dispositivi balistici sono “relativamente piccoli e veloci, il che li rende facili da nascondere, lanciare e dirigere”.

Il 12 giugno 2018 si è tenuto lo storico summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari e la Corea del Nord è ancora colpita dalle sanzioni. Da parte sua, Pyongyang afferma di aver sospeso i test nucleari e il lancio di missili balistici a lungo raggio e ha conseguentemente cominciato ad esercitare pressioni per la cancellazione delle sanzioni USA che affliggono il Paese. Tuttavia, la controparte americana sostiene che la Corea del Nord non abbia fatto passi in avanti significativi, per quanto riguarda lo smantellamento del proprio programma di armamento nucleare.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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