Sparatoria di El Paso: il Messico studia richiesta di estradizione

Pubblicato il 5 agosto 2019 alle 9:11 in Messico USA e Canada

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Il governo messicano sta valutando la possibilità di intentare causa per terrorismo a seguito della sparatoria di El Paso (Texas) di sabato 3 agosto, che ha causato la morte di sette cittadini messicani su un totale di 20 vittime, e il ferimento grave di altri sette messicani. La misura, senza precedenti, è stata annunciata domenica dal ministro degli Esteri Marcelo Ebrard in una conferenza stampa in cui ha assicurato che analizzeranno la possibilità di richiedere l’estradizione dell’autore dell’attentato, Patrick Wood Crusius. “Nessuno si sorprenda: per il Messico questo individuo è un terrorista”, ha sottolineato.

Il ministro degli Esteri messicano ha anche presentato un pacchetto di misure legali dopo l’omicidio, su cuile autorità statunitensi indagano come un crimine di odio contro la comunità ispanica. Se confermato, quello di El Paso sarebbe il più grande attacco contro gli ispanici negli ultimi tempi nel paese nordamericano. Senza mostrare il minimo dubbio, Ebrard ha definito la sparatoria “un atto terroristico contro la comunità messicano-americana”, ha sottolineato che le azioni legali saranno rivolte anche contro “chi è responsabile della vendita dell’arma” e ha sottolineato “l’indignazione” del governo di Andrés Manuel López Obrador e del popolo messicano di fronte alla tragedia. “Chiederemo l’accesso alle indagini per vedere come l’arma è arrivata nelle mani dell’assassino e vogliamo sapere se le autorità avessero notizie sul potenziale criminale di questo individuo” – ha spiegato Ebrard.

La polizia statunitense sta ora indagando su un manifesto presumibilmente scritto da Patrick Wood Crusius. Nel testo, pubblicato pochi minuti prima del massacro, si lancia un appello a porre fine alla “invasione ispanica del Texas”. “Il Messico è indignato, ma non proponiamo l’odio contro l’odio. Agiremo con ragione e aderendo alla legge” – ha osservato Ebrard.

La presa di posizione di Ebrard è la più dura da parte del governo del Messico nei confronti di Washington negli ultimi anni. Dopo il massacro , diversi candidati democratici hanno accusato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump di alimentare l’odio razziale nei confronti degli ispanici. Da parte sua, López Obrador, che ha annunciato al paese il numero delle vittime messicane nel massacro prima della conferenza stampa di Ebrard, ha osservato che Città del Messico non interferirà “negli affari interni di altri paesi”. “Negli Stati Uniti è in corso un processo elettorale e continueremo a mantenere i principi di non intervento e autodeterminazione dei popoli” – ha affermato il presidente, sottolineando che la posizione del Messico non è rivolta contro l’amministrazione di Washington, ma diretta contro i responsabili dell’attentato.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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