Libia: inizio della missione della Ocean Viking

Pubblicato il 5 agosto 2019 alle 12:20 in Immigrazione Libia

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La nave Ocean Viking, noleggiata dalle Organizzazioni Non Governative, Sos Méditerranée e Medici Senza Frontiere (MSF), ha lasciato, nella sera di domenica 4 agosto, il porto di Marsiglia, situato nel Sud della Francia, per dirigersi verso le acque libiche ed intraprendere la sua prima missione di salvataggio di migranti al largo della Libia.

Si tratta di migranti che rischiano la vita nel Mediterraneo, nel tentativo di raggiungere il “vecchio continente”, ovvero l’Europa. Sono le acque libiche ad aver assistito, negli ultimi anni, al maggior numero di tragedie legate ai migranti morti annegati. Si prevede che la nave giunga a destinazione tra due o tre giorni.

L’Ocean Viking è stata costruita nel 1986, per essere utilizzata come nave ausiliaria alle piattaforme petrolifere situate nel Mare del Nord. Questa è lunga 69 metri e larga 15 metri, e batte bandiera norvegese. Inoltre, l’imbarcazione può ospitare fino a 300 persone e sul ponte è stato altresì costruito un vero e proprio ospedale galleggiante. A bordo, è presente un equipaggio di 9 persone, accompagnato da una squadra di ricerca e salvataggio e un’equipe medica, per un totale di 31 persone. Il ritorno in mare della Ocean Viking è stato reso possibile anche grazie alla donazione del comune di Parigi, pari a circa 100mila euro.

Tale imbarcazione fa seguito ad un’altra nave, l’Aquarius, che per 30 anni ha salvato circa 30.000 immigrati, prima di essere costretta a sospendere le proprie attività nel dicembre 2018, essendo stata privata dapprima della bandiera di Gibilterra e successivamente di quella panamense.

Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), dall’inizio del 2019, almeno 840 migranti sono morti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo, di cui 576 nel Mediterraneo centrale.  Inoltre, il 21 luglio l’IOM ha pubblicato un report riguardante la Libia, in cui viene riportato che sono almeno 641.398 i migranti che sono stati censiti nel Paese nordafricano nel trimestre marzo-maggio 2019. Questi provengono da oltre 39 nazioni diverse e il Paese da cui si registrano le maggiori partenze è il Niger. Secondo il rapporto, il 9% dei migranti sono minori, di cui il 34% non accompagnati. Il 13% sono donne. Il 20% dei migranti identificati abita nell’area di Tripoli, l’11% nella regione di Agedabia e il 9% in quella di Murzuq (nel Fezzan).

Tra il 31 luglio ed il 1 agosto, a largo delle coste libiche, sono stati tratti in salvo 75 migranti irregolari, nei pressi della città occidentale di Zuwara. Allo stesso tempo, dal governo tripolino è giunta la decisione relativa alla chiusura di 3 centri di detenzione per migranti irregolari. Nello specifico, quelli situati nelle città di Misurata, Tajoura e Khoms. Le autorità libiche hanno attribuito la decisione all’incapacità di garantire la sicurezza dopo l’attacco a uno di questi centri, nella città di Tajoura, il 3 luglio scorso.

In Libia, la situazione di grave instabilità, che ha avuto inizio nel 2011, ha contribuito a rendere il Paese un canale di passaggio per coloro che, provenienti dal continente africano, desiderano raggiungere l’Europa. Tuttavia, i trafficanti di essere umani e diversi gruppi armati hanno sfruttato la situazione di caos per alimentare fenomeni di abusi e torture di migranti. Circa 6.000 migranti provenienti da Eritrea, Etiopia, Somalia, Sudan e altri Paesi africani sono rinchiusi in dozzine di strutture di detenzione in Libia. Tali strutture sono in mano ai gruppi armati libici, i quali non tutelano in alcun modo le persone detenute, e i migranti in Libia vivono in condizioni pessime, soggetti a torture e abusi.

Secondo diverse organizzazioni, Tripoli non rappresenta un luogo sicuro e adatto per ospitare i migranti. Pertanto, la UN Refugee Agency ha chiesto alla comunità internazionale di effettuare ulteriori evacuazioni dalla capitale. Secondo quanto riferito dall’agenzia stessa, nel solo mese di maggio 2019, la Guardia Costiera libica ha soccorso in mare 1.224 migranti, che ha poi riportato in tale situazione.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

 

di Redazione

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