Iran-USA: fallimento diplomatico, ma siamo aperti al dialogo

Pubblicato il 5 agosto 2019 alle 17:32 in Iran USA e Canada

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Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha denunciato il fallimento diplomatico degli Stati Uniti e ha sottolineato l’apertura di Teheran al dialogo, durante una conferenza stampa tenutasi il 5 agosto.

L’incontro con la stampa è avvenuto a Teheran, dove Zarif ha sottolineato che, nonostante i suoi appelli alle trattative, gli Stati Uniti non sono mai stati interessati alla diplomazia per risolvere la questione del nucleare. “Imporre sanzioni contro un ministro degli Esteri significa fallimento”, ha affermato Zarif. Tale dichiarazione fa riferimento al fatto che, il 31 luglio, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha imposto una serie di limitazioni a Zarif per aver agito per conto del leader supremo iraniano, Ali Hosseini Khamenei. “Mi è stato detto a New York che sarei sanzionato entro 2 settimane se non avessi accettato un’offerta, che fortunatamente non ho accettato”, ha rivelato il ministro iraniano.

La conferenza stampa di Zarif è arrivata il giorno dopo che l’Iran ha annunciato che le sue forze di sicurezza avevano sequestrato una nave straniera nel Golfo, accusata di trasportare combustibile di contrabbando. Si tratta del terzo sequestro nell’area da parte della Guardia rivoluzionaria. A seguito della conferenza, Zarif ha continuato a commentare i rapporti con gli Stati Uniti sui social network. “Ho notato le ripetute dichiarazioni di Pompeo, secondo cui l’Iran deve cambiare le sue politiche affinché gli iraniani possano mangiare, si tratta di puri errori. Legare pane e medicine alla politica porta ad uccidere e far morire di fame le persone. Gli iraniani non capitoleranno mai”, ha scritto suo account Twitter. 

 

La decisione di imporre sanzioni contro il massimo diplomatico del Paese mediorientale arrivava un mese dopo che Trump aveva firmato un ordine esecutivo contro il leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei. In tale occasione, gli Stati Uniti avevano affermato che stavano prendendo in considerazione anche sanzioni contro Zarif. L’amministrazione Trump ha poi dichiarato che deciderà se concedere o meno visti di viaggio al ministro iraniano, per recarsi pressi la sede delle Nazioni Unite, ma ha aggiunto che la decisione verrà presa caso per caso. La prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite è prevista per il mese di settembre. 

 

Il clima di tensione tra gli Stati Uniti e l’Iran è alto, a seguito dei recenti avvenimenti. Il picco delle ostilità si era raggiunto giovedì 20 giugno, quando Trump aveva deciso di ordinare un attacco contro Teheran, in risposta all’abbattimento di un drone americano nello Stretto di Hormuz, avvenuto lo stesso giorno. Tuttavia, poche ore prima del lancio dell’operazione, venerdì 21 giugno, il presidente americano ha cambiato idea e ha deciso di annullare l’offensiva. Teheran si era difeso sostenendo che il drone si trovasse nello spazio aereo iraniano. 

La situazione nello Stretto di Hormuz non ha fatto che peggiorare da quel periodo e ha coinvolto altre potenze europee e internazionali. A peggiorare la situazione, l’Iran ha ripreso l’arricchimento dell’uranio oltre i limiti consenti dall’accordo sul nucleare del 2015. Il presidente USA si era ritirato da tale intesa unilateralmente, l’8 maggio 2018, dando inizio ad un’escalation dei rapporti con l’Iran che continua a destabilizzare l’intera arena internazionale. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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