Arabia Saudita: droni Houthi contro aeroporti civili

Pubblicato il 5 agosto 2019 alle 19:28 in Arabia Saudita Yemen

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La coalizione a guida saudita ha dichiarato, lunedì 5 agosto, di aver intercettato droni provenienti dal gruppo di ribelli sciiti Houthi e diretti verso aeroporti civili dell’Arabia Saudita.

In particolare, il portavoce della coalizione, il colonnello Turki Al-Maliki, ha dichiarato che le forze aeree e le forze di difesa aerea del regno saudita sono riuscite, in mattinata, ad intercettare e colpire droni lanciati dal gruppo di ribelli sciiti, sostenuti dall’Iran. Il colonnello ha poi aggiunto che le “milizie terroristiche Houthi” stanno cominciando ad impiegare un metodo di attacco simultaneo e sincronizzato nel corso dei propri attentati terroristici. Ciò è avvenuto a partire dall’attacco contro uno dei campi governativi nella capitale ad interim dello Yemen, Aden, condotto, a detta di al-Maliki, in stretta collaborazione e coordinamento con lo Stato Islamico.

Al-Maliki ha evidenziato che i ribelli sciiti Houthi cercano di colpire aeroporti e passeggeri civili e ciò rappresenta una violazione del diritto internazionale umanitario, oltre a dover essere considerato tra i crimini di guerra. Il colonnello ha altresì affermato che le proprie forze della coalizione sono pronte ad attuare misure dissuasive contro queste milizie terroristiche, con il fine di neutralizzare e distruggere le loro capacità. Tali misure saranno severe ma conformi al diritto internazionale umanitario e alle regole consuetudinarie.

A tal proposito, un recente rapporto sui diritti umani ha rivelato che migliaia di violazioni, crimini di guerra e crimini contro l’umanità sono stati commessi dalle milizie Houthi soprattutto nelle aree di Hajour, nel governatorato di Hajjah, nel Nord-Ovest dello Yemen. In particolare, il rapporto della Rete yemenita per i diritti e le libertà ha documentato 11.384 violazioni dei diritti umani in tali aree, nel periodo dal 1 ° gennaio al 20 aprile 2019.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli a Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi, le offensive si sono intensificate, con attacchi aerei e per mezzo di droni, sia sul territorio yemenita, sia in luoghi chiave per gli interessi sauditi in altre regioni.

Per quanto riguarda gli attacchi condotti contro aeroporti civili, il 2 luglio, un’offensiva ha riguardato l’aeroporto di Abha, situato nel Sud dell’Arabia Saudita, causando 9 feriti, 8 sauditi e 1 con passaporto indiano. Il 23 giugno, un attacco analogo contro il medesimo aeroporto civile aveva provocato la morte di un cittadino siriano e il ferimento di altre 21 persone. Il 15 giugno, gli Houthi avevano colpito per mezzo di droni entrambi gli aeroporti sauditi di Jizan e Abha, rendendoli inagibili. Qualche giorno prima, il 12 giugno, l’aeroporto di Abha era stato attaccato da diversi missili da crociera lanciati dai ribelli sciiti. Tale operazione aveva causato il ferimento di 26 persone.

Secondo un report dell’Armed Conflict Location and Events Dataset, di giugno 2019, dal 2015 ad oggi sono state 91.600 le vittime del conflitto, tra cui circa 11.700 civili, causate da più di 39.700 scontri armati. Finora, il 2018 è l’anno che ha registrato il maggior numero di vittime. La coalizione a guida saudita risulta essere la maggiore responsabile, con il 67% del totale delle vittime civili.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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