Afghanistan: talebano infiltrato attacca la polizia

Pubblicato il 5 agosto 2019 alle 12:47 in Afghanistan Asia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Almeno 7 poliziotti sono stati uccisi in un attacco effettuato da un talebano infiltrato nelle forze di sicurezza, nella provincia meridionale di Kandahar. 

L’assalto è avvenuto domenica 4 agosto nella zona di Tor Kotal, nel distretto di Shah Wali Kot. Secondo quanto riferisce il quotidiano locale, Tolo News, un poliziotto ha aperto il fuoco sui suoi compagni, uccidendone 7.  La polizia di Kandahar ha poi diffuso un comunicato in cui spiegava che il sospetto era poi fuggito dalla scena e ha fatto perdere le proprie tracce. I talebani hanno rivendicato la responsabilità dell’attacco e hanno affermato che il poliziotto era un loro “infiltrato”. 

Lo stesso giorno, almeno 2 persone erano morte e altre 2 erano rimaste ferite a Kabul, a causa di un attentato contro un pulmino privato che trasportava 2 impiegati di un’emittente televisiva nazionale. L’attacco, in cui sono morti il conducente e un passante, era stato progettato con cura: una bomba era stata attaccata a un pullman utilizzato dalla Khurshid TV con l’uso di magneti, e l’ordigno è esploso durante l’ora di punta del pomeriggio. Samiullah Aminy, il direttore di Khurshid TV, ha confermato l’attacco, affermando che il cameraman e un presentatore erano rimasti feriti nell’aggressione.

Sebbene non ci sia stata alcuna rivendicazione, i talebani, che controllano alcune parti del Paese, lo scorso giugno avevano annunciato che avrebbero preso di mira i media afghani, qualora questi non avessero smesso di trasmettere annunci anti-talebani. Il gruppo islamista aveva concesso alle emittenti radio e ai canali televisivi una settimana di tempo per annullare la trasmissione di suddetti spot, pagati dal governo di Kabul. Il direttore dell’emittente colpita ha commentato: “Noi non mandiamo in onda pubblicità contro i talebani, ma è chiaro che la libertà d’espressione è costantemente minacciata in Afghanistan”.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. A seguito dell’invasione USA del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo.

Secondo i dati diffusi missione ONU in Afghanistan (UNAMA), dal primo gennaio al 30 giugno 2019, i talebani e lo Stato Islamico hanno ucciso 531 afghani e ne hanno feriti altri 1.437. Nello stesso periodo, le forze filogovernative hanno causato la morte di 717 persone e ne hanno ferite 680, registrando un aumento del 31% rispetto allo stesso lasso di tempo dello scorso anno. In totale, secondo le stime UNAMA, a perdere la vita vi sono state almeno 144 donne e 327 bambini, mentre oltre 1.000 sono rimasti feriti. Dei 327 bambini che hanno perso la vita, 150 sono morti a causa degli attacchi aerei.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.