Turchia: “La situazione con gli Stati Uniti non è accettabile” 

Pubblicato il 4 agosto 2019 alle 6:17 in Russia Turchia USA e Canada

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A seguito dell’esclusione della Turchia dal programma di addestramento degli F-35, Ankara ha dichiarato di essere “stata fatta fuori senza un valido motivo”. 

In particolare, secondo quanto riferito dal portavoce del Ministero degli Affari Esteri turco, Hami Aksoy, la decisione degli Stati Uniti è ingiustificata in quanto la Turchia ha “rispettato i suoi obblighi sin dal primo momento dall’ingresso nel programma”. Il portavoce della Turchia ha altresì aggiunto che Ankara “non è un beneficiario del programma degli Stati Uniti, ma ne è il proprietario. Nonostante ciò, sebbene non ci siano giustificazioni né alcun fondamento giuridico, gli Stati Uniti stanno cercando di escludere la Turchia”.  

In tale contesto, il portavoce ha annunciato che la Turchia sarà costretta a fare ricorso ad altre alternative, lasciando intuire un richiamo all’offerta fatta dalla Russia in merito ai caccia Su-35, dato che “questa situazione non è accettabile”. 

Nonostante 60 militari turchi siano rientrati ad Ankara, in quanto espulsi dal programma degli Stati Uniti, le aziende impegnate nella produzione delle componenti per gli F-35 continuano a lavorare in base agli obiettivi posti da Washington. Per tale ragione, alcuni analisti hanno ipotizzato il rientro della Turchia nel programma di addestramento dei militari. Tuttavia, secondo quanto dichiarato dall’azienda produttrice degli F-35, l’americana Lockheed Martin, “il coinvolgimento delle aziende turche terminerà nel mese di marzo 2020”. Ciò ha lasciato supporre un possibile prolungamento dei tempi per risolvere la crisi tra Stati Uniti e Turchia. 

Il graduale avvicinamento della Turchia alla Russia preoccupa gli Stati Uniti, i quali non vogliono che Ankara, uno dei loro alleati chiave in Medio Oriente, membro della NATO dal 1952, sbilanci gli equilibri geopolitici a favore di Mosca. I funzionari USA e NATO hanno ripetutamente dichiarato che le armi russe non possano essere integrate nel sistema di difesa della NATO. 

Le consegne dei sistemi missilistici antiaerei S-400 sono iniziate il 12 luglio, secondo quanto ha comunicato il ministero della Difesa della Turchia. Poco dopo, il 18 luglio, la Casa Bianca ha confermato l’esclusione della Turchia dal programma di addestramento con i caccia F-35 della NATO. L’esclusione del Paese dall’esercitazione colpirà i produttori turchi che fabbricano i componenti per gli F-35 e impedirà alla Turchia di acquistare circa 100 di questi mezzi. L’esclusione della Turchia dipende dal fatto che gli USA sostengono che i sistemi russi siano incompatibili con gli standard della NATO. 

Tuttavia, secondo quanto dichiarato dal direttore generale della Rostec, la corporazione statale russa per l’assistenza allo sviluppo, produzione ed esportazione di prodotti industriali di tecnologia avanzata, Sergej Chemezov, Ankara potrebbe ottenere l’autorizzazione per produrre le parti dei sistemi missilistici antiaerei russi S-400. Inoltre, per quanto concerne gli aerei caccia, la Russia si è detta disposta a valutare l’eventuale vendita alla Turchia del suo Su-35, combattente multifunzionale della generazione 4++. L’ultimo aereo da combattimento, costruito sulla base del progetto T-10S, è diventato la base per la serie di caccia Su-27 / Su-30 e per le loro successive modifiche. 

Gli S-400 sono un sistema di difesa missilistica all’avanguardia, secondo quanto affermato dalla Russia, in grado di intercettare aerei, missili da crociera, missili a medio-raggio, droni e altri sistemi di sorveglianza aerea, anche se le sue capacità complete devono ancora essere testate in combattimento. Gli S-400, con un’autonomia di circa 250 miglia, possono intercettare più obiettivi simultaneamente, con e senza equipaggio, e sono dotati di un sistema anti-accesso o di rifiuto di area che crea una no-fly zone ovunque sia installato il sistema. Per tale ragione, la Russia ha schierato l’S-400 nella sua base in Siria dopo che un F-16 dell’aviazione militare turca ha abbattuto un Su-24 russo operante nel Paese mediorientale, il 24 novembre 2015. Oltre alla Turchia, anche Cina e India hanno dichiarato di essere interessati al sistema balistico di produzione russa. 

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 Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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