Siria: esplosione, 31 morti dopo cessate-il-fuoco

Pubblicato il 4 agosto 2019 alle 10:33 in Medio Oriente Siria

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Un’esplosione, la cui origine non è ancora chiara, ha causato la morte di almeno 31 unità delle forze governative siriane e di loro alleati presso un aeroporto militare nella Siria centrale, all’indomani di una tregua.

La detonazione è avvenuta sabato 4 agosto ed è stata riportata dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, organismo di monitoraggio del conflitto in Siria con base nel Regno Unito. L’ente ha spiegato che il motivo che l’ha innescata non è ancora chiaro. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa SANA, si sarebbe trattato di un “incidente tecnico” durante il trasporto di munizioni scadute. L’esplosione ha causato la morte di oltre 31 persone presso la base aerea di Shayrat, nella provincia siriana di Homs.

Tale base aerea, che si trova nella zona centrale del Paese, è uno degli impianti più importanti in mano alle forze militari governative, fedeli al regime del presidente siriano, Bashar al-Assad. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Siriano, i miliziani iraniani che sostengono a loro volta il potere di Assad sarebbero basati proprio a Shayrat.

Inoltre, stando a quanto analizzato dall’intelligence americana e comunicato dal Pentagono, si tratta della stessa base colpita dai raid aerei americani nella primavera 2017, in risposta contro i presunti attacchi chimici al gas sarin che causarono oltre 80 vittime e che furono condotti, presumibilmente per volere del governo di Assad, contro la cittadina di Khan Sheikhun, situata nella Siria settentrionale e allora in mano ai ribelli.

Il giorno dopo l’esplosione, sabato 4 agosto, il Dipartimento di Stato americano ha comunicato di aver accolto positivamente un cessate-il-fuoco stipulato nella Siria nord-occidentale, ossia l’ultima roccaforte dei ribelli che si oppongono al regime, e ha esortato a cessare ogni attacco ai danni dei civili. Inoltre, l’organo statunitense ha ribadito che Washington sostiene che l’unica soluzione che possa porre fine alla guerra in Siria e assicurare la stabilità nel futuro sia di natura prettamente politica, e non militare. In particolare, ha reso noto il Dipartimento di Stato, tale soluzione dovrebbe comprendere un processo guidato dalle Nazioni Unite a Ginevra, che includa anche una riforma costituzionale ed elezioni monitorate dall’ONU. In questo senso, gli Stati Uniti sosteranno il lavoro dell’inviato speciale delle Nazioni Unite, Geir Pedersen, nel quadro dell’elaborazione di proposte per la pace nel Paese mediorientale.

La settimana precedente, giovedì 1 agosto, il regime siriano aveva accettato di stabilire un cessate-il-fuoco a Idlib, nel Nord-Ovest della Siria, a condizione che venga attuato l’accordo turco-russo che prevede la creazione di un’area smilitarizzata nelle vicinanze.

L’accodo citato è stato stabilito il 17 settembre 2018 tra Ankara e Mosca. In tale data, Turchia, Russia, Iran e Siria, a Sochi, avevano raggiunto un’intesa, con l’obiettivo di scongiurare un massiccio assalto del regime a Idlib e nelle province vicine, dove si erano raggruppati i gruppi ribelli che erano stati sconfitti e i civili evacuati dalle altre città. Con tale accordo era stata istituita un’area di 15 – 20 km in cui queste persone, insieme alle proprie famiglie e ad altri civili scappati da diverse zone di conflitto, potessero considerarsi al sicuro rispetto agli attacchi del regime. La zona è rimasta l’unica non ancora sotto il pieno controllo del regime siriano, e dopo mesi di relativa calma, le forze del regime hanno intensificato i bombardamenti, coadiuvati da aerei russi.

La guerra civile in Siria è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. I 9 anni di guerra hanno causato la morte di più di 370.000 persone e lo sfollamento di milioni di siriani. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive di Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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