Corea del Sud, Moon: “Non ci lasceremo sconfiggere dal Giappone un’altra volta” 

Pubblicato il 4 agosto 2019 alle 7:05 in Uncategorized

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Il Giappone ha approvato, venerdì 2 agosto, il decreto di rimozione della Corea del Sud dalla lista dei partner commerciali con trattamento privilegiato. A fronte di una tale decisione, il presidente di Seul, Moon Jae-in, ha annunciato che a breve adotterà delle contromisure. 

La rimozione di Seul da tale elenco, già annunciata il 26 luglio, comporterà la necessità, per le aziende giapponesi che intendono vendere prodotti alla Corea del Sud, di “un’autorizzazione speciale del governo di Tokyo per l’invio di materiali che potrebbero potenzialmente essere utilizzati per la produzione di armi e altri dispositivi militari”. Secondo le stime della CNN, tale misura stravolgerà le relazioni economiche tra i 2 Paesi asiatici, che producono un giro di affari pari a 80 miliardi di dollari. 

Di fronte a un simile scenario, il presidente sudcoreano ha fortemente criticato la decisione del Giappone, dichiarando che un tale provvedimento avrà una ricaduta su scala globale, dati i traffici tra i due Paesi per la produzione di dispositivi tecnologici per colossi come Samsung, Apple e Huawei. Tuttavia, facendo esplicito riferimento al risultato della Seconda guerra mondiale, Seul ha dichiarato “Non ci lasceremo sconfiggere dal Giappone un’altra volta”. Da ciò, l’annuncio di Moon Jae-in dell’intenzione di adottare delle contromisure. Tra queste, il presidente sudcoreano sta valutando “se mantenere valido l’accordo di reciproco scambio delle informazioni militari” che vige con il Giappone. 

Chiamati in causa dai sudcoreani, gli Stati Uniti, storici alleati di entrambi i Paesi, si sono detti “molto preoccupati” della recente escalation delle tensioni tra Seul e Tokyo. 

Le relazioni tra i 2 Paesi asiatici si sono inasprite il 12 luglio, quando i avevano avuto modo di confrontarsi sui limiti alle esportazioni che il Giappone aveva imposto nei confronti della Corea del Sud, sorti a causa di una disputa in merito alle compensazioni per il lavoro forzato svolto dai sudcoreani durante l’occupazione giapponese all’epoca della Seconda guerra mondiale. Le sanzioni imposte dal Giappone ponevano un freno all’acquisto da parte di Seul di materiali che la Corea del Sud impiega nella produzione di dispositivi tecnologici, il che potrebbe danneggiare i colossi sudcoreani del settore tecnologico, tra cui la Samsung Electronics Co Ltd e la SK Hynix Inc, quest’ultima produttrice di componenti utilizzate da Apple e Huawei. Pochi giorni dopo, martedì 16 luglio, la Corea del Sud ha dichiarato di avere dubbi sul rispetto da parte del Giappone delle sanzioni imposte dalle Nazioni Unite contro la Corea del Nord, con cui l’ONU aveva limitato le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, tra cui quello del petrolio. Successivamente, il 26 luglio, il il Giappone ha dichiarato di aver inviato in approvazione del governo una misura per la rimozione della Corea del Sud dalla lista dei Paesi “con status bianco”, ovvero con restrizioni commerciali minime. Dopo 3 giorni, Abe ha dichiarato che non avvierà il dialogo con Moon fino a quando Seul non agirà in maniera costruttiva per risolvere le tensioni che derivano dalla disputa sulle compensazioni per il lavoro forzato e dalle misure economiche restrittive. 

In tale contesto, la Corea del Sud ha chiamato in causa gli Stati Uniti, storici alleati di entrambi i Paesi, affermando che le sanzioni imposte dal Giappone avrebbero impattato anche sulle aziende dell’industria tecnologica presenti negli Stati Uniti, con ricadute su scala globale. Washington ha deciso di far intervenire il suo diplomatico specializzato nella politica Est-asiatica, David Stilwell, che si è recato a Seul mercoledì 17 luglio e che ha rivelato che Washington “interverrà in tutte le problematiche che vedono coinvolti la Corea del Sud e gli Stati Uniti”. 

Da parte sua, al suo ritorno da un viaggio negli Stati Uniti, il ministro del commercio sudcoreano, Yoo Myung-hee, ha annunciato di aver avvertito gli alleati statunitensi che “l’atteggiamento del Giappone costituisce un precedente molto pericoloso in merito all’utilizzo di misure commerciali quale mezzo per risolvere dispute politiche”. In particolare, la critica mossa dalla Corea del Sud riguarda la sua rimozione dalla lista dei Paesi “con status bianco”, ovvero con restrizioni commerciali minime, attualmente in discussione a Tokyo. 

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 Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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