Brasile: preservare ordine democratico in Paraguay

Pubblicato il 4 agosto 2019 alle 6:10 in Brasile Paraguay

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Prima che il governo del Paraguay annunciasse la rottura dell’accordo bilaterale sulla diga di Itaipú, il governo del Brasile, tramite il ministero degli Affari esteri, ha preso posizione in difesa del presidente Abdo Benítez e dell’ordine costituzionale paraguayano. È stata la prima reazione di Brasilia all’annuncio di un potenziale processo di impeachment contro il presidente paraguaiano. “Il Brasile si aspetta che il processo si svolga senza rompere l’ordine democratico del Paraguay” – si afferma nel comunicato stampa del ministero degli Esteri brasiliano.

La diplomazia di Brasilia ha attribuito alla “eccellente relazione personale” tra i due presidenti ciò che considera un “miglioramento della relazione bilaterale a tutti i livelli senza precedenti” e confida che ci saranno nuovi progressi a beneficio di entrambi i paesi.

Il Paraguay nei giorni scorsi, in piena crisi istituzionale dopo le dimissioni del ministro degli esteri Luis Castiglioni e il processo di impeachment richiesto in senato dai liberali contro il presidente e il vicepresidente, ha cercato di far firmare anche al Brasile la rottura dell’accordo sulla diga idroelettrica, secondo quanto riferisce la stampa brasiliana, ma il governo di Jaír Bolsonaro ha rifiutato perché ritiene che ciò significherebbe riconoscere che l’accordo è dannoso per il paese vicino quando pensano che non lo sia. Brasilia anzi ha ribadito di ritenere che l’attuale accordo, che prevede la distribuzione paritaria dell’energia in eccesso, sia dannoso per il Brasile, che spende e consuma più del Paraguay. L’accordo siglato a maggio che prevedeva 13% ad Asunción e 87% a Brasilia, rispettava, secondo il governo di Jair Bolsonaro, le proporzioni di consumo e spesa. Ad oggi la vendita di energia in eccesso prodotta dalla diga di Itaipú, per la maggior parte allo stesso Brasile, è una delle principali voci nel bilancio del Paraguay.

Paraguay e Brasile condividono la centrale idroelettrica sul fiume Paraná, che produce energia vitale per l’industria del gigante sudamericano ed è essenziale per l’approvvigionamento del Paraguay. La costruzione della diga fu decisa nel 1973 e fu costruita in accordo tra le dittature militari che all’epoca governavano entrambi gli stati: quella paraguayana del generale Stroessner (1954-89) e quella dei militari brasiliani (1964-1985, all’epoca presidente era Emílio Médici). La costruzione ha comportato una perdita di territori produttivi per il Paraguay e l’inondazione di aree appartenenti a comunità di popolazioni indigene, quindi è stato sempre considerato un accordo sleale ad Asunción, che si vedeva “ricompensata” dall’alta quota di energia in eccesso. Asunción e Brasilia hanno tempo fino al 2023 per rinegoziare il trattato originale, valido per 50 anni.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Italo Cosentino, interprete di spagnolo e portoghese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.