Venezuela: Maduro ‘ripudia’ dichiarazione di Trump

Pubblicato il 3 agosto 2019 alle 9:35 in USA e Canada Venezuela

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Il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, ha criticato una dichiarazione rilasciata dal leader statunitense, Donald Trump, riguardo un possibile embargo verso il Paese latinoamericano, aggiungendo che i suoi mari resteranno “liberi e indipendenti”.

In un discorso trasmesso dalle televisioni venezuelane, nella giornata di venerdì 2 agosto, Maduro ha affermato: “Tutto il Venezuela, in un’unione civile-militare, ripudia e rigetta le affermazioni di Donald Trump riguardo un’ipotetica quarantena, un ipotetico embargo”. Il presidente del Paese sudamericano ha poi aggiunto, sempre riferendosi alle parole del capod ella Casa Bianca: “Un embargo, perché dovrebbe annunciare una cosa del genere? È chiaramente illegale”. Al termine del discorso, Maduro ha annunciato di aver già chiesto all’ambasciatore di Caracas presso le Nazioni Unite, Samuel Moncada, di denunciare la minaccia “illegale” in seno al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Giovedì, quando i giornalisti hanno chiesto a Trump se stesse considerando una mossa simile a fronte del coinvolgimento di Cina e Iran in Venezuela, il presidente americano ha risposto in maniera affermativa, senza argomentare. Il giorno dopo, un ufficiale di lungo corso in seno all’amministrazione statunitense ha commentato che le parole del leader della Casa Bianca devono essere prese “molto seriamente”, ma che il governo non intende perdere “l’elemento della sorpresa” dando ulteriori anticipazioni.

Già lo scorso 30 luglio, il ministro degli Esteri venezuelano, Jorge Arreaza, aveva annunciato che il governo avrebbe denunciato all’Organizzazione delle Nazioni Unite l’incursione degli aerei spia statunitensi nel suo spazio aereo verificatasi il 27 luglio.

Il clima di tensioni si è intensificato in seguito alle nuove sanzioni imposte da Washington contro Caracas, giovedì 25 luglio. L’amministrazione Trump ha varato sanzioni contro i tre figli della moglie di Maduro, Cilia Flores, per aver realizzato profitti illegittimi sfruttando un programma di aiuti alimentari in un momento di massima difficoltà per la popolazione venezuelana. Walter, Yosser e Yoswal Flores, sono stati ribattezzati dal Ministero del Tesoro americano, l’entità che articola queste sanzioni, “Los Chamos”, i bambini in spagnolo del Venezuela. Le autorità statunitensi hanno varato inoltre sanzioni contro l’imprenditore colombiano Álex Nain Saab, considerato come il cervello di questa frode, gonfiando i prezzi per trarre profitto dalla distribuzione di alimenti ai CLAP, i comitati creati dal governo che gestiscono la distribuzione di cibo in un momento di deficit di beni primari in Venezuela.

Le sanzioni varate da Washington riguardano, in totale, 10 persone e 13 imprese o entità coinvolte nella trama che non saranno più in grado di effettuare alcun tipo di operazione finanziaria né negli Stati Uniti né nei paesi che intrattengono relazioni finanziarie con gli Stati Uniti, vale a dire la maggior parte del pianeta, ma non i principali alleati di Caracas, Russia, Cina e Cuba. Questi tipi di sanzioni implicano una specie di ‘morte civile’ per coloro che le subiscono, ha spiegato un funzionario dell’amministrazione statunitense presentando le misure alla stampa.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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