Russia: arrestati 300 manifestanti a Mosca

Pubblicato il 3 agosto 2019 alle 16:53 in Russia

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La polizia russa ha arrestato oltre 300 persone che, a Mosca, manifestavano esigendo elezioni libere, tra cui la nota attivista Lyubov Sobol, dopo che le autorità avevano dichiarato la protesta illegale.

Poco dopo l’inizio della protesta, numerose centinaia di persone hanno iniziato a radunarsi nel centro di Mosca. Non molto dopo, una squadra di polizia antisommossa è intervenuta per sgomberare l’area. OVD-Info, un gruppo di monitoraggio indipendente, ha affermato che le forze dell’ordine hanno incarcerato 311 persone, picchiandone almeno 6 nella fase degli arresti. La polizia, invece, ha comunicato di aver arrestato 30 persone, a fronte delle 350 che, secondo i suoi calcoli, hanno preso parte all’evento. Una protesta simile a quella moscovita, ma autorizzata, ha avuto luogo allo stesso tempo a San Pietroburgo, e ha visto l’adesione di circa mille persone. A Mosca, nelle operazioni di sicurezza, la polizia ha rimosso da un taxi l’attivista Sobol, scortandola in centrale.

La protesta, secondo gli attivisti che si oppongono al Cremlino, era una marcia pacifica per richiedere l’inclusione dei propri candidati in un’elezione che avverrà nel mese di settembre. Gli attivisti sostengono che la costituzione nazionale consenta loro di protestare liberamente, tuttavia il governo deve acconsentire a monte autorizzando un luogo e una data per ogni avvenimento e manifestazione in tal senso, cosa che non è avvenuta nelle ultime proteste. Le forze all’opposizione argomentano che più volte le autorità moscovite hanno loro impedito di manifestare nel centro della capitale, non lasciando loro altra scelta se non quella di farlo senza chiedere precedentemente il permesso.

Né il Cremlino né il capo di Stato, Vladimir Putin, hanno finora espresso commenti in merito alle proteste e alle successive detenzioni.

Già il sabato precedente, il 27 luglio, la polizia russa aveva arrestato oltre mille persone a Mosca in una delle maggiori azioni repressive degli ultimi anni contro l’opposizione. Anche in quel caso, gli arresti avevano fatto seguito a una protesta in cui i membri dell’opposizione, esortati dal leader Alexei Navalny, il quale si trovava in carcere, chiedevano il permesso di candidarsi all’elezione per il sindaco locale che si terrà il prossimo 8 settembre. In seguito, le forze di sicurezza russe avevano condotto, il 31 luglio e il 1 agosto, perquisizioni di massa di domicili e residenze dei partecipanti alla manifestazione non autorizzata.

Le autorità hanno impedito all’opposizione di partecipare alle elezioni poiché il numero di firme raccolte in loro favore era stato reputato insufficiente. La protesta di sabato non era stata approvata dal governo, che al contrario la aveva definita illegale: in base alle leggi russe, luogo e ora delle manifestazioni devono sempre essere accordati a monte dalle autorità locali, prassi che non è avvenuta nella giornata di sabato. Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, un alleato del presidente, Vladimir Putin, aveva messo in guardia che le forze di sicurezza avrebbero risposto con fermezza in caso di “serie provocazioni”.

Gli eventi degli ultimi due sabati testimoniano l’esistenza di un cospicuo numero di oppositori al governo di Putin. In passato, i sondaggi di opinione non avevano mostrato dati incoraggianti per il leader dell’opposizione. Tuttavia, nel 2013 Navalny si era aggiudicato quasi un terzo dei voti in una corsa alle urne per eleggere il sindaco di Mosca. Navalny e i suoi alleati politici non detengono al momento alcun seggio in Parlamento, e non appaiono quasi mai sulle reti televisive. Nonostante il tasso di gradimento dell’operato di Putin si attesti ancora ben sopra il 60%, esso è oggi più basso del solito a causa del malcontento provocato da anni di redditi in calo.

Navalny è stato arrestato mercoledì 24 luglio e rimarrà in carcere per 30 giorni. Altri membri dell’opposizione hanno subito perquisizioni domestiche. L’uomo, dalla prigione, ha esortato i suoi alleati a insorgere in una nuova protesta anche per il fine-settimana successivo. Sono inoltre almeno 8 gli alleati di Sobol, tra cui Navalny, che al momento si trovano in srtato di arresto per aver protestato.

Gli investigatori russi, sabato 3 agosto, hanno reso noto di aver avviato un’inchiesta per far luce sul presunto riciclaggio di 1 miliardi di rubli a carico di una fondazione anti-corruzione creata da Navalny. Egli si è difeso affermando che l’ente è finanziato in maniera trasparente tramite donazioni pubbliche.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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