Paraguay: Abdo Benítez annulla l’accordo con il Brasile per evitare l’impeachment

Pubblicato il 3 agosto 2019 alle 6:10 in Brasile Paraguay

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Il governo paraguayano ha annullato l’accordo segreto firmato con il Brasile il 24 maggio sulla distribuzione del surplus di energia che entrambi i paesi generano dalla diga condivisa sul fiume Paraná, l’Itaipu, una delle più grandi al mondo. L’accordo, i cui termini andarono a beneficio del Brasile, aveva provocato la prima grande crisi dell’esecutivo paraguaiano e aveva scatenato minacce di impechment sul presidente Mario Abdo Benítez.

“La parte contraente paraguaiana ha comunicato la sua decisione unilaterale e sovrana di annullare l’atto bilaterale del 24 maggio 2019”, afferma il documento mostrato dall’ambasciata paraguaiana a Brasilia, secondo il quotidiano brasiliano O Globo. Entrambi i paesi dovrebbero ora ridefinire un nuovo programma.

“È tempo di una riflessione, per recuperare di nuovo la bandiera, dobbiamo continuare a insistere sulla negoziazione e l’unione del nostro popolo”, ha detto Abdo Benítez del Palazzo del governo paraguaiano. Il presidente ha sottolineato di non voler parlare “prima che il pubblico fosse informato della direzione che è stata fatta per invalidare l’accordo”.

Questa crisi del governo senza precedenti è scoppiata la settimana scorsa con le dimissioni del capo della compagnia elettrica nazionale, che ha rifiutato di firmare l’accordo, fino ad allora segreto. Fu seguito dal ministro degli esteri Luis Castiglioni, dal capo paraguaiano di Itaipú e dall’ambasciatore in Brasile.

La rinegoziazione dell’accordo, firmato senza consultare il Congresso di Asunción e senza che fosse divulgata on pubblico, renderebbe l’energia più cara per circa 200 milioni di dollari all’anno per il Paraguay dal 2019 al 2022. Quando Itaipú produce più energia di quella concordata da entrambi i paesi nel suo trattato originale, che viene rivenduto ai due stati. L’opposizione sostiene che il patto stabiliva anche che il Paraguay avrebbe ricevuto meno energia in eccesso. Dal 50 % attuale al 13%.

Dallo scoppio della crisi, l’opposizione paraguaiana ha cercato di ottenere sostegno per promuovere un processo parlamentare di impeachment del presidente Abdo Benítez e del suo vice presidente, Hugo Velázquez.

Per il Partito Liberale, la principale formazione dell’opposizione, entrambi i leader devono rispondere per “tradimento” e “scarso adempimento dei loro doveri” dopo aver appreso che Abdo Benítez ha firmato un accordo segreto con il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, che ha danneggiato il Paraguay economicamente. La formazione liberale accusa Abdo di “resa” e lo ha definito vendepatria per aver in pratica causato il sovrapprezzo annuale di circa 200 milioni di dollari alla compagnia energetica nazionale paraguaiana per la distribuzione di energia in eccesso da Itaipú.

“Il processo democratico continuerà in Paraguay, non ci sono voti al Senato per l’impeachment”, ha detto Silvio Ovelar, leader del Partido Colorado, la formazione di Abdo Benítez, in Senato. La sua stessa formazione è divisa in due principali gruppi rivali: quelli che sostengono fedelmente Abdo (Colorado Añetete, autentico in Guaraní) e quelli appartenenti a Honor Colorado (dell’ex presidente Horacio Cartes) che per primi hanno annunciato che avrebbero sostenuto l’opposizione nella richiesta di impeachment, ma che ora, alla luce dell’annullamento del controverso accordo con il Brasile, hanno fatto un passo indietro. Senza di loro la minaccia del giudizio politico perde forza.

Il Senato del Paraguay è composto da 45 membri e, come stabilito dalla Costituzione paraguayana, è necessario il voto di 30 legislatori per avviare processo politico. Senza il gruppo dell’ex presidente Cartes, l’opposizione non raggiungerebbe i voti necessari.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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