Iran, Zarif: “Arabia Saudita responsabile dell’attentato dell’11 settembre” 

Pubblicato il 3 agosto 2019 alle 6:23 in Arabia Saudita Iran USA e Canada

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Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammed Javad Zarifha accusato l’Arabia Saudita di essere responsabile dell’attentato contro le Torri Gemelle. Poche ore prima, Zarif si era detto “pronto” a riprendere il dialogo con i sauditi. 

Nell’accusa all’Arabia Saudita, il ministro degli Esteri iraniano ha evidenziato quello che per lui è il paradosso del legame dei sauditi con gli americani, dato che l’Arabia Saudita “ha ucciso oltre 3.000 cittadini degli Stati Uniti, ma rimane un partner commerciale degli americani e le viene anche concesso il possesso di armi nucleari, magari anche con un aiuto nell’acquistarle”. 

In tale contesto, Zarif ha anche evidenziato le ripercussioni sullo Stato Islamico, “che prende le armi dagli Stati Uniti”, mentre “viene combattuto dall’Iran”. 

Solo poche ore prima, il ministro degli Esteri iraniano aveva espresso la propria disponibilità a dialogare con i vertici sauditi, “se l’Arabia Saudita si ritiene pronta ad avviare il dialogo”. In particolare, Zarif ha dichiarato che l’Iran “è sempre pronto a dialogare con i suoi vicini” e che Teheran “non ha mai chiuso le porte al dialogo con i Paesi limitrofi, né mai lo farà”. 

Le accuse sul coinvolgimento dell’Arabia Saudita nell’attentato contro le Torri Gemelle arrivano a solo pochi giorni da quando l’ideatore dell’attentato, Khalid Sheikh Mohammed, ha rivelato di essere disposto a testimoniare nei processi contro i sauditi. Da parte sua, il governo saudita, difeso dall’avvocato Michael Kellogg, ha negato ogni suo coinvolgimento negli attacchi dell’11 settembre, senza commentare le dichiarazioni di Mohammed. 

La rivalità tra Teheran e Riyadh si inserisce nel quadro di tensioni crescenti tra l’Iran ed altri Paesi del mondo occidentale, Stati Uniti in primis. Il clima di tensione tra gli Stati Uniti e l’Iran cresce di giorno in giorno. Il picco delle ostilità si era raggiunto giovedì 20 giugno, quando Trump aveva deciso di ordinare un attacco contro Teheran, in risposta all’abbattimento di un drone americano nello Stretto di Hormuz, avvenuto lo stesso giorno. Tuttavia, poche ore prima del lancio dell’operazione, venerdì 21 giugno, il presidente americano ha cambiato idea e ha deciso di annullare l’offensiva, spiegando su Twitter che non intendeva causare vittime sul suolo iraniano. Teheran si era difeso sostenendo che il drone si trovasse nello spazio aereo iraniano. 

La partnership tra gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita, invece, è in continuo sviluppo, specialmente dopo che il presidente degli Stati Uniti d’America ha posto il veto sulle 3 risoluzioni con cui il Congresso aveva bloccato la vendita di armi all’Arabia Saudita e ad altri Paesi alleati per via del timore che potessero essere utilizzate contro i civili in Yemen. Con il veto di Trump, la Casa Bianca venderà all’Arabia Saudita e ad altri alleati migliaia di dispositivi di precisione a distanza, bombe e altri tipi di armi, insieme al servizio di assistenza per le manutenzioni sugli aeromobili. Il tutto con un valore economico di circa 8 miliardi di dollari. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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