Egitto: incontro con Kushner per la pace in Medio Oriente 

Pubblicato il 3 agosto 2019 alle 6:43 in Egitto Medio Oriente USA e Canada

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Il consigliere speciale della Casa Bianca, nonché genero di Trump, Jared Kushnersi è recato in Egitto per incontrare il presidente al-Sisi durante il suo viaggio nella regione finalizzato ad affrontare le questioni irrisolte del piano per la pace in Medio Oriente ideato da Washington. 

Durante il vertice, stando alle dichiarazioni rilasciate dall’ufficio della presidenza egiziana, le due parti hanno discusso dei “modi per consolidare la pace e la stabilità nella regione alla luce dell’instabilità che la colpisce”. Insieme a Kushner vi era anche il consulente per il Medio Oriente della Casa Bianca, Jason Greenblatt. 

In particolare, la presidenza d’Egitto ha aggiunto che “Kushner ha riepilogato i contatti intrapresi tra la delegazione americana e le altre parti coinvolte nella negoziazione tra i palestinesi e gli israeliani”.  

Il cosiddetto “accordo del secolo”, però, non è riuscito ancora a soddisfare le richieste dei palestinesi, i quali chiedono la costituzione di uno Stato indipendente. Tale visione è condivisa dall’Egitto che, insieme alla Giordania, è l’unico Paese arabo a intrattenere relazioni diplomatiche con Israele. In occasione del vertice con Kushner del 1 agosto, al-Sisi ha ribadito di volere una “soluzione a 2 Stati, con uno Stato palestinese che abbia Gerusalemme Est come sua capitale”, in linea con la posizione degli atri Paesi arabi. 

Il viaggio di Kushner per la pace in Medio Oriente era iniziato ad Amman, in Giordania, dove il genero di Trump aveva incontrato il re Abdullah II. In tale incontro, la controparte giordana ha evidenziato la necessità di una pace giusta e duratura per la Palestina, oltre all’istituzione di uno Stato palestinese indipendente, con capitale Gerusalemme Est. Tale Stato, stabilito secondo i confini del 1967, dovrebbe convivere in pace al fianco di Israele. Anche il re giordano si è espresso a favore di una soluzione a 2 Stati, sulla base dell’iniziativa di pace araba, proposta nel 2002, e delle relative risoluzioni di legittimità internazionale. 

Successivamente, Kushner si è recato in Israele, per incontrare, il 31 luglio, il primo ministroBenjamin Netanyahu, a Gerusalemme. In occasione del vertice, entrambe le parti hanno definito l’incontro molto “importante”. Ad accompagnare Kushner anche il Rappresentante speciale per i negoziati internazionali ed il processo di pace in Medio Oriente, Jason Greenblatt. 

Il cosiddetto “accordo del secolo” è il piano volto alla risoluzione del conflitto israeliano-palestinese proposto dall’attuale amministrazione statunitense, che ne ha annunciato il rilascio entro il 2019. Tale accordo, a detta di Kushner, esclude la soluzione a 2 Stati, sebbene questa sia appoggiata da gran parte dei Paesi arabi. 

I palestinesi reclamano la liberazione della Cisgiordania, di Gerusalemme Est e della Striscia di Gaza, territori occupati da Israele nella guerra del 1967, per la costituzione di uno Stato indipendente. La soluzione a 2 Stati è stata stabilita nel 1993 con gli Accordi di Oslo e prevede la creazione di due Stati in grado di coesistere uno di fianco all’altro, ovvero Israele da una parte e la Palestina dall’altra, con un’unica capitale, Gerusalemme, divisa tra i due. 

Tuttavia, superando le politiche pianificate dai suoi predecessori, l’amministrazione Trump si è rifiutata di approvare una soluzione che preveda due Stati per risolvere il conflitto tra Israele e palestinesi. Questi ultimi hanno chiuso i loro legami con la Casa Bianca dopo che il Trump ha dichiarato, nel dicembre 2017, di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele e di trasferire la propria ambasciata in questa città. Gli Stati Uniti hanno altresì tagliato aiuti ai palestinesi equivalenti a centinaia di milioni di dollari e hanno ordinato la chiusura dell’ufficio diplomatico palestinese insediato a Washington. Inoltre, il 25 marzo, il presidente americano ha riconosciuto la sovranità israeliana sulle Alture del Golan.  

L’accordo del secolo è stato annunciato con la conferenza di Manama, in Bahrein, il 25 e 26 giugno scorso, e mira a raccogliere fondi pari a più di 50 miliardi di dollari da destinare all’Autorità Palestinese, oltre a creare un milione di posti di lavoro per i cittadini entro un lasso di tempo di 10 anni, con il fine ultimo di trasformare la Palestina ed il Medio Oriente da vittima di conflitti in un modello per il commercio in tutto il mondo. Da parte loro, i palestinesi, chiedono una soluzione politica al conflitto in Medio Oriente. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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