USA-Cina: Trump annuncia nuovi dazi su 300 miliardi di importazioni

Pubblicato il 2 agosto 2019 alle 12:02 in Cina USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che imporrà una nuova tassa del 10 percento su 300 miliardi di dollari di importazioni cinesi, a partire da settembre. 

La nuova misura si aggiungerebbe ai dazi del 25% che Trump ha già imposto sulle importazioni cinesi, per un valore di 250 miliardi di dollari. Cina e Stati Uniti avevano concordato di non imporre ulteriori tariffe, a seguito di un incontro tra Trump e il presidente cinese, Xi Jinping, tenutosi a Osaka, il 28 giugno. I due leader avevano accettato di riavviare i colloqui sulla cosiddetta “guerra commerciale”. Tuttavia, l’1 agosto, il presidente Trump ha comunicato che imporrà nuovi dazi a partire dall’1 settembre, come punizione per la mancata osservanza da parte della Cina dei suoi impegni, tra cui era previsto l’acquisto di più prodotti agricoli americani. “Fino a quando non ci sarà un accordo, li tasseremo”, ha riferito Trump ai giornalisti. 

La Cina ha risposto alle ultime dichiarazioni di Trump, il 2 agosto, affermando che non accetterà alcun tipo di ricatto. Pechino ha poi messo in guardia Washington e ha promesso ritorsioni per le nuove tariffe. Pechino non muoverà un pollice sotto pressione, ha affermato la portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying. “Se l’America supera queste tariffe, la Cina dovrà adottare le contromisure necessarie per proteggere gli interessi fondamentali del Paese”, ha dichiarato Hua durante un briefing informativo a Pechino. “Non accetteremo nessuna pressione, intimidazione o ricatto. Sulle principali questioni di principio non ci muoveremo di un centimetro “, ha aggiunto. La portavoce ha poi auspicato che gli Stati Uniti” rinuncino alle loro illusioni” e tornino sulla strada dei negoziati basati sul rispetto reciproco e sulla parità.

La guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti è cominciata il 23 marzo 2018, quando Washington ha imposto dazi del 25% e del 10% sulle importazioni dall’estero rispettivamente di acciaio e alluminio. Vista l’esclusione dell’Europa, di Canada e Messico, dell’Australia, Corea del Sud, Argentina e Brasile da questa tassazione, la decisione ha direttamente colpito la Cina. Lo stesso giorno, Trump ha annunciato un piano di tariffe e sanzioni commerciali sui beni importati per un valore stimato intorno ai 60 miliardi di dollari. Pechino ha risposto il giorno seguente, annunciando tasse nei confronti di 128 prodotti americani per un valore di 3 miliardi di dollari. Il 6 luglio 2018 gli Usa hanno imposto dazi addizionali del 25% su altri prodotti cinesi, per un valore di altri 34 miliardi di dollari, dando avvio, secondo Pechino, alla “più grande guerra commerciale della storia economica”.

Un’ulteriore trance di tariffe è stata implementata da entrambi i Paesi alla mezzanotte del 23 agosto 2018, tariffe del 25% su beni dal valore complessivo di altri 16 miliardi di dollari. Le tariffe americane si applicavano a 279 categorie di prodotti cinesi, inclusi prodotti chimici, attrezzature ferroviarie, materie plastiche e semiconduttori. Quelle cinesi, invece, sono dirette contro 333 categorie di prodotti americani, tra cui carbone, rame, prodotti in acciaio, combustibili e attrezzature mediche. Oggi dopo più di un anno di guerra commerciale, i dazi americani sono arrivati a colpire quasi la totalità dei prodotti cinesi esportati negli Stati Uniti.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

 

di Redazione

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