Libia: 75 migranti tratti in salvo, chiusi 3 centri di detenzione

Pubblicato il 2 agosto 2019 alle 14:14 in Immigrazione Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il direttore del dipartimento per la sicurezza delle coste del ministero dell’Interno libico, Bashir Balnour, ha dichiarato che ufficiali della Guardia Costiera hanno tratto in salvo 75 migranti irregolari a largo della città occidentale di Zuwara.

In particolare, si è trattato di due operazioni diverse, una relativa al 31 luglio e l’altra al 1 agosto. Nella prima, la quota di migranti salvati è pari a 47 mentre, nella seconda operazione, il bilancio è di 28 migranti irregolari. Secondo quanto dichiarato da Balnour, i migranti godono di uno stato di buona salute.

Allo stesso tempo, dal governo tripolino giunge altresì la decisione relativa alla chiusura di 3 centri di detenzione per migranti irregolari. Nello specifico, quelli situati nelle città di Misurata, Tajoura e Khoms. Le autorità libiche hanno attribuito la decisione all’incapacità di garantire la sicurezza dopo l’attacco a uno di questi centri, nella città di Tajoura, il 3 luglio scorso. Inizialmente, questo era stato completamente svuotato in seguito al bombardamento in cui erano rimasti uccisi circa 44 migranti, tra cui 6 bambini. L’episodio aveva scatenato un generale senso di indignazione nella comunità internazionale e aveva portato le autorità di Tripoli a decidere la liberazione del centro. Tuttavia, successivamente, il 24 luglio, la Guardia Costiera libica ha intercettato un gommone a largo della costa del Mediterraneo, con 38 persone a bordo, e ha trasferito tutti i migranti proprio a Tajoura.

Le organizzazioni umanitarie attive in Libia temono che la chiusura dei centri possa portare a conseguenze negative. La prima, il sovraffollamento degli altri luoghi destinati ai migranti irregolari. La seconda, una maggiore probabilità per i migranti di finire nelle mani dei trafficanti di esseri umani.

Lo scenario del fenomeno migratorio ha assistito, lo scorso 25 luglio, al peggior naufragio del 2019, quando più di 150 migranti sono dispersi al largo delle coste orientali della Libia, dopo che l’imbarcazione sulla quale erano a bordo si è capovolta ed è affondata. La notizia è stata riferita da un portavoce della capitaneria di porto libica, Ayoub Gassim, secondo cui almeno 116 migranti sono dispersi e si teme che siano morti. Altri 145, invece, sono stati salvati dalla Guardia Costiera libica e da alcuni pescatori locali, e successivamente riportati indietro nel Paese. L’accaduto si è verificato al largo delle coste della città di Al-Khums, situata a circa 120 km ad Est della capitale Tripoli. Secondo quanto riportato da Ayoub Gassim, basandosi, a sua volta, sulle parole dei passeggeri a bordo, i migranti presenti sull’imbarcazione erano più di 200.

In Libia, la situazione di grave instabilità, che ha avuto inizio nel 2011, ha contribuito a rendere il Paese un canale di passaggio per coloro che, provenienti dal continente africano, desiderano raggiungere l’Europa. Tuttavia, i trafficanti di essere umani e diversi gruppi armati hanno sfruttato la situazione di caos per alimentare fenomeni di abusi e torture di migranti.

In tale quadro, circa 6.000 migranti provenienti da Eritrea, Etiopia, Somalia, Sudan e altri Paesi africani sono rinchiusi in dozzine di strutture di detenzione in Libia. Tali strutture sono in mano ai gruppi armati libici, i quali non tutelano in alcun modo le persone detenute, e i migranti in Libia vivono in condizioni pessime, soggetti a torture e abusi. A questo si aggiunge la situazione estremamente critica del Paese. Il generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico, Khalifa Haftar, il 4 aprile, ha dato inizio ad una nuova offensiva contro Tripoli, ancora in corso. Le autorità tripoline, con a capo il premier Fayez Serraj, hanno risposto all’attacco, il 7 aprile, con l’operazione “Vulcano di Rabbia”.

Di fronte a tale scenario, Tripoli non rappresenta un luogo sicuro e adatto per ospitare i migranti. Pertanto, la UN Refugee Agency ha chiesto alla comunità internazionale di effettuare ulteriori evacuazioni dalla capitale. Secondo quanto riferito dall’agenzia stessa, nel solo mese di maggio 2019, la Guardia Costiera libica ha soccorso in mare 1.224 migranti, che ha poi riportato in tale situazione.

 

 

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.