La Open Arms cerca un porto sicuro con 124 migranti a bordo

Pubblicato il 2 agosto 2019 alle 16:57 in Immigrazione Italia

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La nave dell’ONG spagnola Proactiva Open Arms ha salvato 69 persone, tra cui 2 bambini, la notte del 1° agosto e, con un totale di 124 persone a bordo, sta cercando un porto sicuro, dopo il rifiuto di sbarco ricevuto dall’Italia.

Nella giornata del 1° agosto la Open Arms aveva salvato 55 persone da una nave che stava affondando. In tarda nottata ha poi recuperato altri 69 migranti da una barca in difficoltà. Tra loro c’erano persone che portavano “terribili segni di violenza” e una donna al nono mese di gravidanza che presentava contrazioni, secondo quanto ha riferito il personale della nave. Tuttavia, alla richiesta di attraccare, il ministro degli Interni di Roma, Matteo Salvini, ha firmato un ordine che vieta alla nave di entrare nelle acque territoriali italiane. 

Nella stessa situazione si trova anche la nave nota come Alan Kurdi, che è gestita dalla ONG tedesca Sea-Eye. L’imbarcazione ha a bordo 40 migranti salvati il 31 luglio in acque libiche e attende l’assegnazione di un porto sicuro. Tra le persone salvate ci sono 3 bambini piccoli, una donna incita e un uomo con ferite d’arma da fuoco. Dopo essersi inizialmente diretta verso le acque al largo dell’isola meridionale di Lampedusa, l’Alan Kurdi ha poi cambiato rotta e ha cercato di raggiungere Malta.

Tutte le persone salvate dalla Open Arms dalla metà del 2018 sono state sbarcate in Spagna Tuttavia, le autorità spagnole hanno proibito alla nave di tornare nelle acque al largo della Libia, affermando che avrebbe dovuto pagare una multa che poteva raggiungere i 900.000 euro. Durante la sua ultima pattuglia al largo della Libia, invece, l’Alan Kurdi ha salvato 109 persone e le ha fatte sbarcare a Malta.

Questi ultimi salvataggi arrivano poco dopo che, il 31 luglio, erano stati fatti sbarcare 115 migranti che si trovavano a bordo della Gregoretti, la nave della Guardia Costiera italiana che dal 25 luglio si trovava in mare, ormeggiata al porto di Augusta. Le operazioni per permettere a tutte le persone di scendere a terra sono iniziate intorno alle ore 14, su indicazione del Viminale.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva annunciato la decisione poco prima, via Facebook: «Nelle prossime ore darò l’autorizzazione allo sbarco perché abbiamo la certezza che i migranti non saranno a carico dei cittadini italiani”. “Il problema è risolto: Germania, Francia, Irlanda, Lussemburgo e Portogallo, più alcune strutture dei vescovi italiani si faranno carico di questi migranti», aveva dichiarato il ministro, aggiungendo: “Noi non siamo il campo profughi d’Europa”. I 115 migranti sono stati trasferiti presso l’hotspot di Pozzallo, prima di partire per le varie destinazioni a cui sono stati assegnati.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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