Hong Kong: dipendenti pubblici si uniscono alle proteste

Pubblicato il 2 agosto 2019 alle 14:38 in Cina Hong Kong

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Migliaia di dipendenti pubblici di Hong Kong si sono radunati, il 2 agosto, per sostenere i manifestanti impegnati nelle proteste contro il governo. 

Si tratta della prima volta che i dipendenti pubblici governativi si uniscono a una manifestazione popolare a Hong Kong. Molti di questi indossavano una maschera nera per nascondere la propria identità. “Penso che il governo dovrebbe rispondere alle richieste dei cittadini, invece di spingere la polizia in prima linea come scudo”, ha dichiarato Kathy Yip, 26 anni, dipendente governativo.

Da parte loro, le autorità continuano a tenere sotto controllo la popolazione. La polizia ha dichiarato di aver arrestato 8 persone, tra cui un leader di un movimento per l’indipendenza, dopo aver sequestrato armi e materiale che poteva essere utilizzato per la fabbricazione di bombe. I manifestanti hanno dichiarato che un’ondata di proteste è stata programmata per questo fine settimana e uno sciopero di massa è stato indetto per lunedì 5 agosto.  

Le proteste sono iniziate il 31 marzo, a seguito della presentazione, da parte del governo di Carrie Lam, di un disegno di legge che permetterebbe l’estradizione in Cina dei cittadini di Hong Kong. Dopo tre mesi, le manifestazioni si sono trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. Le proteste si sono verificate quasi quotidianamente, e a volte sono state organizzate con poco preavviso, al fine di interrompere il regolare corso degli affari nella città. Questi disordini hanno messo sotto pressione il governo, che ha risposto con un massiccio dispiegamento di forze di polizia, che sono state spesso accusate di utilizzare eccessivamente la forza.

“Attualmente il popolo di Hong Kong è sull’orlo del collasso “, ha comunicato un gruppo di dipendenti pubblici in una lettera aperta a Lam. “Hong Kong è sempre stata ben educata e gode di un alto grado di libertà. È un peccato testimoniare tale estrema oppressione”, continua il documento. I 180.000 dipendenti pubblici della città devono rimanere politicamente neutrali, ha dichiarato il governo giovedì 1 agosto. “In questo momento difficile, i colleghi del governo devono rimanere uniti e lavorare insieme per sostenere i valori fondamentali del servizio civile”, ha affermato in una nota la Lam.

L’attuale Consiglio Legislativo dell’isola termina il proprio mandato nel mese di luglio 2020 e se l’emendamento in questione non verrà portato avanti e trasformato in legge prima di allora, decadrà spontaneamente. Hong Kong è “tornata alla Cina” nel 1997 e ha perso il suo status di colonia britannica. Per questo, secondo Lu Kang del Ministero degli Esteri di Pechino, il Regno Unito e i Paesi occidentali non devono interessarsi a quanto sta accadendo sull’isola. La regione autonoma speciale della Cina gode di maggiori libertà democratiche e di un sistema giuridico e legislativo indipendente da quello di Pechino, secondo il principio “un Paese, due Sistemi”. L’isola è governata in base a una legge costituzionale nota come Base Law, mutuata dal diritto anglosassone.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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