Egitto: operazione maxi sequestro di esplosivi nel Sinai del Nord

Pubblicato il 2 agosto 2019 alle 17:11 in Africa Egitto

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le guardie di frontiera sono riuscite a sequestrare 18 bombe pronte per essere azionate, oltre a 392.000 compresse di droga e 4341 kg di essenza di cannabis nella regione del Sinai del Nord.

La notizia, relativa al 2 agosto, è stata annunciata dal portavoce militare delle forze armate egiziane, il colonnello Tamer Rifai. Tra il materiale sequestrato, anche altri tipi di armi e munizioni e dispositivi GPS. Secondo quanto dichiarato, tale operazione dimostra la preparazione e determinazione delle forze dell’ordine di frontiera nell’affrontare contrabbandieri e criminali, che mirano a danneggiare la sicurezza nazionale egiziana attraverso il confine, nei diversi assi strategici.

Come è stato evidenziato, anche il mese scorso, le forze di frontiera, in collaborazione con ingegneri militari, sono riuscite a ritrovare 2 aperture in un tunnel al confine con la regione del Sinai settentrionale, in cui sono stati sequestrati 300 kg di sostanze utilizzate per fabbricare esplosivi.

Tra le attività svolte nell’ultimo mese, il colonnello Rifai ha messo in luce il contrasto all’immigrazione clandestina, con l’arresto di circa 431 migranti irregolari, di diversa nazionalità, oltre a 65 tra trafficanti e contrabbandieri. A tal proposito, è stato sottolineato che le forze dell’ordine di frontiera continuano a lavorare intensamente per mettere in sicurezza i confini, in ogni direzione.

Tali operazioni si inseriscono in un quadro più ampio che vede la regione del Sinai del Nord in uno stato d’allerta. In seguito ad alcuni episodi verificatisi nelle ultime settimane e che hanno destato preoccupazione nel Paese, il 22 luglio è stato proclamato lo stato di emergenza ed un coprifuoco in tale regione.

Tra gli ultimi eventi, il 18 luglio, un attacco suicida ha colpito un parcheggio a Cheikh Zuweid, in cui sono morte 2 persone, di cui un civile. Successivamente, l’ISIS ha rivendicato l’attacco, specificando altresì il nome dell’attentatore, Abu Omar El-Seedy. Il giorno precedente, il 17 luglio, 4 persone sono state uccise da uomini armati sconosciuti nella città di Bir al-Abed, anch’essa situata nella medesima regione.

Il mese di giugno non è stato esente da tali minacce. Uomini armati mascherati hanno rapito 12 cittadini del Sinai, inclusi due importanti avvocati, mentre tornavano sulla strada internazionale vicino all’area di Sekiba. 5 delle persone prese in ostaggio sono state liberate, mentre degli altri non si hanno notizie. Il 25 giugno, un gruppo di militanti ha attaccato tre posti di blocco della polizia egiziana, uccidendo almeno 6 agenti e ferendone altri 8. A ciò si aggiunge l’attacco del 5 giugno, rivendicato dall’ISIS, che ha provocato la morte di 8 agenti di polizia, e quello del 6 giugno, in cui 14 terroristi estremisti sono stati uccisi negli scontri con le forze di polizia egiziane nel quartiere di Al Masaaed, situato nella città di Al-Arish, capoluogo del Governatorato.

Il Sinai del Nord, l’area della penisola situata nell’Egitto Nord-orientale e zona di congiunzione tra i continenti africano ed asiatico, è teatro da anni di operazioni militari. L’esercito egiziano ha lanciato una campagna nel Sinai, chiamata Comprehensive Operation – Sinai, il 9 febbraio 2018, con l’obiettivo di intensificare i controlli nella regione e contrastare i ribelli islamisti e le altre attività criminali che compromettono la sicurezza e la stabilità del Paese.

Le insurrezioni nella regione si sono intensificate dopo la cacciata dell’ex presidente islamista Mohamed Morsi, il 3 luglio 2013. Da allora, centinaia di poliziotti e soldati sono stati uccisi negli attacchi dei militanti.

Tuttavia, sebbene l’esercito egiziano non sia riuscito a frenare l’ondata di attacchi che hanno colpito sia le forze militari sia la polizia egiziana, la sua presenza nella regione ha portato ad un maggiore controllo dell’area, con la conseguente riduzione del numero di attacchi. Le iniziative promosse dal governo egiziano hanno altresì permesso di distruggere grandi quantità di infrastrutture e materiale militare appartenenti ai terroristi.

 

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.