Corea del Nord effettua un nuovo test missilistico

Pubblicato il 2 agosto 2019 alle 15:42 in Asia Corea del Nord

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Corea del Nord ha effettuato il suo terzo test missilistico in 8 giorni, secondo quanto riferito dall’esercito della Corea del Sud. 

I due missili a corto raggio sono stati lanciati separatamente dalla costa orientale della Corea del Nord, nella prima mattinata di venerdì 2 agosto. La notizia è stata riferita dal Joint Chiefs of Staff (JCS) della Corea del Sud, che monitora questo tipo di attività. Un funzionario del JCS, che preferisce rimanere anonimo, ha sottolineato che sarebbero necessarie ulteriori analisi per determinare se i test abbiano riguardato missili balistici o artiglieria missilistica.

La Corea del Nord aveva effettuato l’ultimo test missilistico il 31 luglio. I due missili avevano volato per circa 250 km ad un’altitudine di 30 km e sono poi caduti nel Mare Orientale, noto anche come Mar del Giappone, ha comunicato il JCS. In tale occasione, anche il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, aveva affermato che i lanci non costituivano “una minaccia per la sicurezza nazionale giapponese”. Tuttavia, il test rappresentano una nuova violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU da parte di Pyongyang e arrivano in un momento delicato dei rapporti con gli Stati Uniti.

Nonostante si tratti del terzo di questi eventi, in poco più di una settimana, la risposta del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è stata particolarmente pacata. “Non ho alcun problema, vedremo cosa succede, ma i missili a corto raggio (standard) sono molto basici”, ha dichiarato Trump ai giornalisti alla Casa Bianca. Un funzionario americano, che si è espresso a condizione di restare anonimo, ha affermato che i lanci non rappresentano una minaccia per il Nord America. 

I negoziati tra i due Paesi sulla de-nuclearizzazione rimangono, tuttavia, in stallo e Washington ha programmato una serie di esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud, per il mese di agosto. Per quanto riguarda i missili, i funzionari sudcoreani hanno sottolineato che la struttura delle armi utilizzate il 31 luglio sembrava essere di tipo diverso rispetto a quelli lanciati giovedì 25 luglio. Anche in tale data, Pyongyang aveva testato due armi balistiche e aveva dichiarato che il lancio rappresentava un “avvertimento” per i “guerrafondai” sudcoreani, affinché smettessero di importare armi e di condurre esercitazioni militari con gli altri Paesi, tra cui gli Stati Uniti. 

Secondo quanto dichiarato dal leader nordcoreano, Kim Jong Un, la Corea del Nord non può fare altro che “sviluppare armi super potenti per allontanare le minacce dirette e potenziali che provengono dal Sud”. Secondo quanto dichiarato da un rappresentante del Ministero della Difesa sudcoreano, “si è trattato di un nuovo modello di missili balistici a corto raggio”. I 2 missili, in particolare, avevano caratteristiche che li rendevano “simili ai missili russi SS-26 Iskander e a quelli lanciati nel mese di maggio da Pyongyang”. Tali dispositivi balistici sono “relativamente piccoli e veloci, il che li rende facili da nascondere, lanciare e dirigere”.

Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali. Il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative.

Il 12 giugno 2018 si è tenuto lo storico summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari e la Corea del Nord è ancora colpita dalle sanzioni. Da parte sua, Pyongyang afferma di aver sospeso i test nucleari e il lancio di missili balistici a lungo raggio e ha conseguentemente cominciato ad esercitare pressioni per la cancellazione delle sanzioni USA che affliggono il Paese. Tuttavia, la controparte americana sostiene che la Corea del Nord non abbia fatto passi in avanti significativi, per quanto riguarda lo smantellamento del proprio programma di armamento nucleare.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.