Afghanistan: continuano le violenze, gli USA ridimensionano le truppe

Pubblicato il 2 agosto 2019 alle 11:23 in Afghanistan USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Almeno 2 poliziotti sono rimasti uccisi nell’esplosione di una bomba presso un posto di blocco a Kabul. Mentre continuano le violenze, le truppe USA si preparano al ritiro. 

L’attacco mortale è avvenuto la mattina del 1 agosto, alle 4,30 ora locale, secondo quanto ha dichiarato il Ministero degli Interni afghano in una nota. I talebani hanno subito rivendicato la responsabilità dell’attentato. Si tratta del più recente episodio di violenza nel Paese, dove la situazione è particolarmente instabile. 

In tale contesto, gli Stati Uniti stanno preparando un’ulteriore riduzione del personale militare USA in Afghanistan. Il numero si ridurrebbe dagli attuali 14.000 soldati a circa 9.000. Tale diminuzione risulterebbe gradita ai talebani, che chiedono il ritiro completo di tutte le forze straniere. A seguito del ridimensionamento delle truppe americane i militanti dell’organizzazione jihadista afghana si sono impegnati ad avviare le negoziazioni di un accordo di pace con il governo, al rispetto di una tregua nelle violenze e alla rinuncia ai rapporti con Al-Qaeda. La proposta è il risultato di mesi di colloqui tra i talebani e Zalmay Khalilzad, un diplomatico americano nato in Afghanistan.  

I funzionari statunitensi hanno affermato che l’accordo potrebbe essere finalizzato prima delle elezioni in Afghanistan, che si terranno a settembre. “Direi che siamo all’80/90 percento del percorso”, ha dichiarato un funzionario. “Ma c’è ancora molto da fare nell’ultimo 10/20 percento”, ha poi aggiunto. Il portavoce talebano, Zabiullah Mujahid, ha rifiutato la richiesta di commentare il possibile accordo e ha affermato di non sapere quanto i negoziati sarebbero continuati. Khalilzad, da parte sua, ha riferito che “se i talebani faranno la loro parte, faremo la nostra e concluderemo l’accordo sul quale abbiamo lavorato”.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. A seguito dell’invasione USA del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo. 

Il 21 agosto 2017, il presidente americano Donald Trump aveva annunciato la nuova strategia americana in Afghanistan, che prevedeva la permanenza nel Paese al fine di eliminare definitivamente la minaccia terroristica dalla regione. Tuttavia, il 20 dicembre 2018 un funzionario USA aveva comunicato che Trump aveva in programma di ritirare oltre 5.000 soldati dall’Afghanistan. Da parte sua, il 9 maggio la NATO ha reso noto che le sue truppe rimarranno in Afghanistan fino a quando non sarà raggiunta una pace duratura. L’accordo che gli Stati Uniti intendono raggiungere con i talebani prevede il ritiro delle truppe straniere in cambio di garanzie in materia di sicurezza da parte dei talebani, incluso l’impegno che l’Afghanistan non diventi un rifugio per le organizzazioni terroristiche.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.