Serbia: esercito più forte grazie alla Russia 

Pubblicato il 1 agosto 2019 alle 17:51 in Russia Serbia

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Il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha ringraziato la Russia per aver contribuito al rafforzamento dell’esercito di Belgrado. 

Il ringraziamento è giunto a seguito dell’ispezione, da parte di Vucic, dei 10 veicoli per il pattugliamento armato, gli BRDM-2, che la Serbia ha recentemente ricevuto dalla Russia. I 10 veicoli armati sono parte dei 30 carri armato di seconda mano T-72 e dei 30 BDRM-2 che la Serbia riceverà dalla Russia. 

Da parte sua, nella cerimonia che si è tenuta presso la base militare serba di Nis, dove si trovano i veicoli, l’ambasciatore russo in Serbia, Alexander Botsan-Kharchenko, ha accolto con piacere il ringraziamento di Vucic, aggiungendo che “la Russia sarà sempre pronta collaborare per questioni militari e tecniche con la Serbia”. 

L’aiuto che Belgrado ha ottenuto da Mosca ha preoccupato i vicini Paesi dei Balcani, che reputano un tale rafforzamento delle forze armate serbe una minaccia per la stabilità della regione. 

Non risulta chiaro, inoltre, come i mezzi militari abbiano raggiunto il territorio serbo, dal momento che la Romania, Paese membro dell’UE e della NATO, aveva precedentemente negato il transito di tali veicoli attraverso il Danubio per via delle sanzioni che l’Unione Europea ha imposto alla Russia per la sua condotta in Ucraina. 

A tale riguardo, il capo di Stato di Belgrado ha rivelato alla stampa che “la cosa più importante per la Serbia è essere riusciti a far arrivare i veicoli. Come e da dove sono arrivati sono questioni interne”. 

Tuttavia, secondo alcuni media locali, ripresi da RadioFreeEurope, i veicoli armati sono giunti in Serbia la scorsa settimana, trasportati da aerei di trasporto russi che hanno utilizzato lo spazio aereo ungherese. 

La Serbia ha formalmente richiesto l’ingresso nell’Unione Europea. Tuttavia, l’accesso all’Unione è condizionato alla risoluzione della disputa territoriale con il Kosovo. Nel febbraio 2008 le strutture legate alla comunità albanese del Kosovo hanno proclamato unilateralmente l’indipendenza dalla Serbia. L’autoproclamata Repubblica non è riconosciuta da 73 Stati, tra cui Serbia, Russia, Cina, Israele, Iran, Spagna e Grecia. Altri 7 Stati non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali. 

I vertici di Belgrado hanno più volte ribadito la loro neutralità militare, nonostante i forti legami con la Russia, consolidati nel tempo e tuttora in crescita.  Già nel mese di giugno 2019 il capo di Stato serbo aveva ringraziato la Russia per la solidarietà e la ferma condanna del blitz delle forze speciali kosovare indipendentiste nel nord della regione autonoma serba. Lo scorso anno, inotre, la Serbia aveva già ricevuto 6 aerei caccia MiG-29 da Mosca. 

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 Jasmine Ceremigna  

di Redazione

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