Il ruolo italiano in Gibuti: la visita del ministro Trenta

Pubblicato il 1 agosto 2019 alle 15:22 in Gibuti Italia

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Il ministro della Difesa italiano, Elisabetta Trenta, si è recata in Gibuti per una visita ufficiale insieme al vice ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Emanuela Del Re.

La visita è stata effettuata il 31 luglio, in occasione di alcune iniziative realizzate dalla Base Militare Italiana di Supporto (BMIS) nel Paese africano. Secondo quanto riferisce il sito ufficiale del Ministero della Difesa, con questi incontri le autorità italiane ribadiscono la ferma volontà di rafforzare le relazioni con il Gibuti in materia di sicurezza, sviluppo e ambiente. La prima tappa per il ministro Trenta è stata la Nave Marceglia, un mezzo che contribuisce a garantire la stabilità dell’intero Corno d’Africa, nell’ambito della missione europea “Atalanta” per il contrasto alla pirateria nel Golfo di Aden e nell’Oceano Indiano. 

Il comando della Nave Marceglia è affidato al contrammiraglio Armando Simi e il vice-comando dell’Operazione al Contrammiraglio Giovanbattista Piegaja. Dopo aver incontrato il personale della nave, il Ministro Trenta ha ribadito che garantire la libertà di navigazione nella regione è di fondamentale importanza per la sicurezza delle nostre imbarcazioni commerciali e rappresenta un primo passo per costruire maggiore sicurezza e stabilità in tutta l’Africa. Da 11 anni l’operazione Atalanta contrasta il fenomeno della pirateria nel bacino somalo e nel Golfo di Aden, un fenomeno non ancora eradicato: su 38 attacchi condotti in tutti i mari del mondo, nel primo trimestre del 2019, 22 sono stati effettuati nelle acque africane.

La delegazione del governo italiano, accompagnata dall’Ambasciatore in Etiopia e Gibuti, Arturo Luzzi, ha quindi incontrato il Ministro per gli Affari Esteri locale, Mahamoud Ali Youssouf. Secondo il Ministero si è trattato di un colloquio cordiale, durante il quale le controparti si sono concentrate sulla situazione regionale e sulle complesse sfide che affronta Gibuti in termini di flussi migratori, cambiamenti climatici e approvvigionamento idrico. Il Ministro Trenta ha poi incontrato il suo omologo, Hassan Omar Mohamed Bourhan, e ha il ribadito la volontà di rafforzare la cooperazione bilaterale in termini di addestramento e formazione delle forze di sicurezza. La Trenta ha anche prospettato la realizzazione di un Centro di Eccellenza che possa diventare un punto di riferimento per l’Alta formazione della leadership civile e militare a livello regionale.

In tale contesto, la BMIS conferma il suo ruolo centrale nello sviluppo delle iniziative di cooperazione nella regione ed ha ottenuto dal Ministro per l’Ambiente del Gibuti la certificazione di “base verde”. Tale attestazione, consegnata alla titolare del Dicastero, rappresenta un importante riconoscimento per l’attenzione e l’impegno dimostrato dai militari italiani nella gestione delle risorse idriche del Paese. Nella base italiana è stato montato e realizzato un sistema di depurazione delle acque reflue che consente di trattarle, purificarle e riutilizzarle, grazie ad un sistema di accumulo, per l’irrigazione. Inoltre, nella base è presente una riserva idrica: l’acqua viene trattata con un sistema di potabilizzazione all’avanguardia che consente di garantire l’intera riserva idrica per la base e di supportare delle navi italiane della missione Atalanta.

Il Ministero della Difesa sottolinea poi che la volontà di rispettare e migliorare il territorio è alla base anche della realizzazione del “Parco Roma”, che sarà il primo parco pubblico del Gibuti. Questo rappresenta uno dei tanti esempi delle attività di cooperazione civile-militare CIMIC che caratterizzano la strategia delle Forze armate italiane all’estero. Inaugurato dal Ministro Trenta alla presenza del sindaco locale, Fatouma Awaleh Osman, il parco potrà essere utilizzato gratuitamente da tutti i cittadini. Infine, il vertice del Dicastero ha preso parte alla cerimonia di chiusura e consegna dei diplomi del 1° Corso di Addestramento della Guardia Costiera, svolto dalla Marina Militare italiana. Il corso rientra nelle attività di capacity building, avviate in Gibuti nell’ambito della Missione di Addestramento Italiana (MIADIT).

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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