Marocco: richiesti 24 elicotteri da attacco Apache

Pubblicato il 1 agosto 2019 alle 18:47 in Africa Marocco

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Il Marocco è pronto ad acquisire 24 nuovi elicotteri d’attacco di tipo Apache, per una spesa pari a 1.5 miliardi di dollari.

Ancora una volta, a fornirli saranno gli Stati Uniti, considerati il principale fornitore d’armi per il regno marocchino. Tuttavia, non è stata ancora annunciata una data precisa per la firma del contratto. Gli elicotteri Apache sono considerati tra i più avanzati e sono largamente utilizzati dall’esercito statunitense così come dalle forze di altri Paesi.

Nelle ultime settimane, inoltre, è stata altresì rivelata la notizia di un accordo tra Rabat e due società statunitensi, interessate allo sviluppo di un sistema di comunicazioni e per la condivisione di informazioni tra la flotta della Marina e dell’aeronautica, in grado di consentire lo scambio di informazioni tra tutte le unità nel più breve tempo possibile e con elevata precisione.

È del 26 luglio scorso, poi, la notizia dell’acquisizione di 2 aerei militari, di tipo Lockheed C-130 Hercules, da Washington, in vista di un rinnovamento più ampio della flotta aerea marocchina per i prossimi 10 anni. Da parte loro, gli Stati Uniti si sono detti disposti a rafforzare la flotta marocchina anche con aerei da caccia F-16, incrementando allo stesso tempo la propria interoperabilità con uno dei suoi alleati. Tale decisione è del 27 giugno scorso, e prevede una vendita pari a 250.4 milioni di dollari, costituendo la maggiore vendita del regno.

In particolare, l’accordo si inserisce nel quadro del Programma EDA, Excess Defence Articles, gestito dall’Agenzia statunitense per la Difesa e la Sicurezza. Tale piano prevede di trasferire gratuitamente l’equipaggiamento americano inutilizzato ai governi stranieri e alle organizzazioni internazionali per favorire l’ammodernamento militare delle forze alleate. Il Marocco è uno dei maggiori beneficiari di tale programma, accanto ad altri Paesi arabi, come Israele ed Egitto, e alcuni Paesi europei.

Nell’ultimo decennio, il Marocco si è impegnato a rafforzare la propria Marina militare e il proprio arsenale, dotandolo di veicoli e strumenti sofisticati. Allo stesso tempo, secondo un rapporto del mese di aprile 2019, pubblicato da SIPRI, negli ultimi anni, il Marocco ha aumentato la propria spesa in materia di difesa, passando dai 3.2 miliardi di dollari del 2012 ai 3.5 miliardi del 2018. Ci si aspetta che tale budget aumenterà a 3.9 miliardi di dollari entro il 2022.

Le forze militari marocchine comprendono 195.800 membri attivi, oltre a 200.000 riserve. L’esercito rappresenta l’88% delle forze di tale del Paese, che includono altresì la marina militare, le forze aeree, la gendarmeria reale, con circa 24.000 membri, e le guardie reali, con quasi 6.000 membri.

Il Marocco rappresenta un crocevia tra l’Europa, l’Africa ed il Medio Oriente e tale posizione geografica rende il Paese esposto a minacce transnazionali, tra cui l’immigrazione illegale ed il traffico di droga o esseri umani. Pertanto, per il governo marocchino, la salvaguardia del proprio popolo, dell’economia e del sistema politico da qualsiasi minaccia terroristica e criminale è una priorità.

Per quanto riguarda le relazioni bilaterali USA-Marocco, Rabat e Washington intrattengono relazioni amichevoli dal 1905. Dal 1956, anno in cui gli USA riconobbero l’indipendenza del Paese Nord-africano dalla Francia, Marocco e Stati Uniti hanno collaborato soprattutto nella lotta al terrorismo. In particolare, il governo americano assiste quello marocchino nel promuovere la sicurezza del Paese, prevenire atti di terrorismo e contrastare la diffusione dell’estremismo violento. Grazie a tale assistenza, il Marocco è riuscito ad adottare una strategia molto complessa, che prevede misure di controllo, cooperazione regionale e interregionale, e politiche anti-radicalizzazione.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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