Egitto: i media di opposizione influenzano l’opinione pubblica

Pubblicato il 1 agosto 2019 alle 12:32 in Africa Egitto

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Una serie di rapporti emessi dal Military Media Center del Dipartimento degli affari morali presso il Ministero della Difesa egiziano mostrano come i canali satellitari ed i media egiziani vengano utilizzati dalle forze di opposizione per indirizzare e influenzare l’opinione pubblica.

In particolare, in tali report, riferiti al periodo 2016-2017, sono stati presi in esame i meccanismi impiegati dai media egiziani, dai siti di notizie, i social network ed i canali televisivi a livello locale, regionale e internazionale ed è stato evidenziato che l’opinione pubblica viene continuamente monitorata. Ciò avviene soprattutto se si prendono in considerazione i media “di opposizione” al regime.

Secondo quanto rivelato, le analisi delle scelte del pubblico nei diversi media e siti web vengono inviate anche ai decisori politici e ai leader militari, che le prendono in considerazione per proprie eventuali decisioni, col fine di ottenere maggiore consenso o di influenzare il popolo a favore o contro un determinato gruppo o fazione. Tuttavia, sono le forze di opposizione al regime o gruppi terroristici a monitorare maggiormente l’opinione pubblica.

Tra gli esempi riportati, viene citato un video trasmesso da un canale televisivo egiziano nel mese di aprile 2017, in cui si mostra un bambino “infiltrato” e arruolato da parte dell’esercito egiziano per essere inviato nel Sinai del Nord. Il video, che ha raggiunto 2244 milioni di visualizzazioni, ha suscitato un gran numero di reazioni, a causa della violenza mostrata, soprattutto contro il bambino protagonista. Secondo il rapporto, tale video è stato utilizzato per porre in luce come l’esercito e la polizia egiziana affronti duramente la popolazione della regione del Sinai. Ciò lo si potrebbe considerare una reazione dei gruppi terroristici presenti nell’area, che mirerebbero a minare la cooperazione tra le forze dell’ordine egiziane e la popolazione del Sinai nell’affrontare la minaccia terroristica.

Un altro esempio, riguarda il monitoraggio dei commenti del pubblico nei social media. Nello specifico, le critiche contro le nuove politiche sulle residenze sociali introdotte dal governo e le relative restrizioni sarebbero state utilizzate da alcuni gruppi di opposizione, tra cui anche i Fratelli musulmani, per far leva sulle crisi attuali ed incitare il popolo ad opporsi al governo.

Secondo il rapporto, anche alcuni media esteri, hanno, talvolta, presentato notizie in grado di rivoltare il popolo contro il governo. A titolo esemplificativo, si riporta il caso di una notizia di carattere economico del 2016, riguardante un aumento di prezzi e tasse ed una perdita del valore della valuta locale. In tale articolo, sottolinea il rapporto, viene posta in evidenza l’inefficienza del governo non solo nell’evitare l’inflazione ma anche nel porre misure adeguate per frenare un peggioramento della situazione economica. Ciò porterebbe il pubblico a valutare solo gli aspetti negativi del proprio governo.

Il rapporto dichiara altresì che, dopo il colpo di Stato del 3 luglio 2013, il presidente al-Sisi era apparso in un video, inerente il periodo precedente al colpo di stato, in cui parlava di “armi mediatiche”, in mano alle forze dell’esercito, in grado di influenzare l’opinione pubblica a proprio favore.

Casi di influenza e monitoraggio dell’opinione pubblica non sono una novità negli ultimi anni. Lo scorso anno ha visto lo scandalo che ha coinvolto Facebook e l’azienda di consulenza politica britannica, Cambridge Analytica. Secondo quanto riportato da The Guardian e The New York Times, il 17 marzo 2018, l’azienda era stata assunta dal presidente della Casa Bianca, Donald Trump, per lavorare alla sua campagna elettorale, e avrebbe raccolto i profili di 87 milioni di utenti Facebook per costruire un software in grado di inviare pubblicità politiche personalizzate agli elettori tramite i social media ed influenzare, in tal modo, la loro opinione a proprio favore.

 

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.