Cambogia-USA: scontri tra governo e ambasciata sulle elezioni

Pubblicato il 1 agosto 2019 alle 17:19 in Cambogia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un portavoce del governo cambogiano ha invitato i funzionari dell’ambasciata USA a lasciare il Paese, se questi non gradiscono la politica locale. La provocazione arriva giovedì 1 agosto, a seguito delle critiche dei diplomatici statunitensi sulle presunte irregolarità durante le elezioni del 2018.

Il Partito popolare cambogiano (PCC) del Primo Ministro Hun Sen ha vinto tutti i 125 seggi parlamentari alle elezioni del 30 luglio 2018. Alcuni gruppi per la tutela dei diritti umani hanno denunciato tali risultati, ottenuti a seguito dello scioglimento del principale partito di opposizione, il Partito Nazionale per la Salvezza della Cambogia (CNRP). In un post su Facebook, pubblicato martedì 30 luglio 2019, un anno dopo le elezioni, l’ambasciata americana di Phnom Penh ha affermato che le urne “non sono riuscite a rappresentare la volontà del popolo cambogiano”.

I funzionari statunitensi non dovrebbero fare tali “commenti barbari”, ha dichiarato il portavoce del governo, Phay Siphan, in risposta ai diplomatici statunitensi. “Anche se siamo amici, se a questi funzionari non piace la Cambogia, dovrebbero fare i bagagli e andarsene. Vorrei essere chiaro: non siete i benvenuti”, ha aggiunto Siphan, in una conferenza stampa, tenutasi giovedì 1 agosto. Siphan ha, inoltre, fatto riferimento a un post su Twitter pubblicato a luglio dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Nel tweet, Trump ha chiesto a 4 donne del Congresso, appartenenti al Partito Democratico USA e che rappresentano diverse minoranze etniche, di “tornare” ai “luoghi totalmente devastati e infestati dal crimine da cui provengono”.

“Abbiamo lo stesso diritto di parlare del presidente Donald Trump. È semplice. Se non ti piace qui, vattene”, ha affermato Siphan. Nessun portavoce dell’ambasciata statunitense ha voluto commentare tali dichiarazioni. Nel 2017, la Corte Suprema della Cambogia aveva dichiarato fuorilegge il principale partito di opposizione e 118 politici eletti da tale forza politica. Il leader del CNRP, Kem Sokha, è stato rilasciato dal carcere nel 2018, dopo aver trascorso più di un anno in prigione per accuse di tradimento. Al momento, si trova agli arresti domiciliari a Phnom Penh, da settembre 2018. La Cambogia ha affrontato per anni le critiche relative a alcune presunte violazioni dei diritti umani e si è rivolta al suo principale alleato, la Cina, per chiedere sostegno diplomatico e finanziario.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.