Arabia Saudita e Israele: accordi per un nuovo gasdotto

Pubblicato il 1 agosto 2019 alle 16:21 in Arabia Saudita Israele

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Secondo quanto rivelato da un ex membro del parlamento israeliano, Ayoob Kara, l’Arabia Saudita ha discusso con Israele la possibilità di acquistare gas naturale da tale Paese. L’accordo potrebbe rappresentare un avvicinamento tra due Stati dapprima ostili.  

Riad sta ancora studiando l’ipotesi ma si tratterebbe di costruire un gasdotto che collega l’Arabia Saudita con Eliat, città israeliana situata nel Sud del Paese e che si affaccia sul Mar Rosso, nel Golfo di Aqaba. In particolare, tale città è stata scelta per la propria vicinanza con il regno saudita, da cui dista circa 40 km.

L’Arabia Saudita ritiene che Israele sia disposto a vendere gas naturale. Circa 10 anni fa, diverse compagnie israeliane hanno trovato grandi quantità di gas nelle acque del proprio Paese ma non hanno mai messo completamente a frutto tale potenziale. Nonostante gli accordi firmati precedentemente con altre parti, pari a circa 25 miliardi di dollari, attualmente l’80% delle riserve non ha alcun acquirente. Pertanto, Riad potrebbe colmare tale vuoto, investendo sei volte in più rispetto agli investimenti dell’ultimo decennio, e rispondendo alla crescente domanda di elettricità a basso costo.

Inoltre, secondo quanto dichiarato, collegarsi all’oleodotto israeliano Eilat-Ashkelon significa per il regno saudita aumentare le proprie esportazioni di petrolio verso l’Europa, dirigendosi verso il mondo occidentale ma aggirando le altre rotte, divenute ultimamente più pericolose. Tale oleodotto è stato costruito nel 1968 ed inizialmente apparteneva sia all’Iran sia ad Israele, rappresentando un canale per le esportazioni iraniane verso l’Europa. Successivamente, nel 1979, con l’ascesa dell’ex leader iraniano, Ayatollah Ruhollah Khomeini, Israele è stato definito un nemico della Repubblica Islamica e le relazioni tra i due Paesi si sono interrotte.

Secondo quanto dichiarato anche da Bloomberg, un progetto energetico di tale portata richiede relazioni diplomatiche ufficiali tra Israele ed Arabia Saudita, e ciò potrebbe far scaturire obiezioni. Sebbene alcuni vedano una convergenza di interessi dietro tale tipo di accordo, per altri Israele è considerata una potenza “occupante”, che pone sotto assedio i palestinesi nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.

In tale quadro, lo scorso 7 luglio, il ministero degli Esteri israeliano ha reso noto un’iniziativa che mira a collegare l’Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo con la linea ferroviaria israeliana diretta a Haifa, passando per la Giordania. Tale proposta sarebbe stata avanzata durante la recente visita del ministro degli Esteri iraniano, Israel Kats, negli Emirati. Secondo il ministro, in tal modo si ridurrebbero le rotte commerciali regionali, rendendole altresì più economiche e più sicure e ciò a sostegno delle economie dei Paesi coinvolti.

I progetti rientrano nella strategia saudita di preservare il proprio Paese e la propria economia dalle minacce dell’ultimo periodo. Già il 25 luglio scorso, il ministro dell’energia saudita, Khalid Al-Falih, ha dichiarato che il Paese mira ad incrementare la capacità produttiva del proprio oleodotto, Petroline, del 40% in due anni. Questo si estende dall’Est del Paese, l’area di maggiore produzione, alla città portuale occidentale di Yanbu, che si affaccia sul Mar Rosso.

In questo modo, il regno mira ad evitare che le esportazioni di petrolio del Paese passino attraverso lo stretto di Hormuz. Quest’ultimo rappresenta un canale strategico, situato tra l’Oman e l’Iran, attraverso cui viene trasportato un quinto di tutte le esportazioni di greggio globale, ma che ultimamente è stato testimone di tensioni riguardanti in particolare Stati Uniti e Iran.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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