Turchia: stock di F16 per prevenire sanzioni USA

Pubblicato il 31 luglio 2019 alle 20:34 in Turchia USA e Canada

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La Turchia sta accumulando componenti di scorta dei jet F-16. Tale decisione può scaturire dalla minaccia delle sanzioni da parte degli Stati Uniti per via dell’acquisto dei missili S-400.

Da quando la Turchia è stata rimossa dal programma degli F-35, le forze di aviazione di Ankara potranno fare affidamento solo sugli F-16 già in loro possesso, per i quali, secondo quanto rivelato, stanno cercando di procurarsi e di accumulare componenti utili a preservarli nel tempo. I jet F16 sono aerei da combattimento multiruolo prodotti dalla Lockheed Martin che, secondo le stime, ha fornito circa 3.000 F-16 a 25 Paesi nel mondo.

Secondo le dichiarazioni di due ufficiali turchi, Ankara ha già “iniziato ad accumulare le componenti degli F-16 per prevenire le conseguenze delle eventuali sanzioni americane che avrebbero potuto colpire la Turchia dopo l’acquisto degli S-400 dalla Russia”. I due ufficiali, tuttavia, non hanno rivelato quali componenti la Turchia stesse preservando o acquistando. 

Ian Williams, analista specializzato in programmi balistici del Center for Strategic & International Studies, ha dichiarato ad Al Arabiya English che non è chiaro se le componenti che la Turchia sta accumulando provengano da altri Paesi produttori o se le stesse conservando trattenendole da quelle che Ankara produce grazie ad un accordo siglato con la Lockheed Martin, produttrice degli F-16.

Inoltre, Williams ha aggiunto che non risulta chiaro il momento di inizio di tale programma di rifornimento, In particolare, “non è chiaro se si tratti o meno di un piano che va avanti da tempo. Se lo fosse, allora sarebbe un elemento significante, dal momento che suggerirebbe che la Turchia sapeva già che avrebbe acquistato gli S-400 e, al tempo stesso, conosceva bene le conseguenze di tale decisione”.

In tale contesto, ha reso noto Williams, “non sappiamo se la Turchia ha voluto che la notizia degli F-16 trapelasse, ma, ammettendo che lo avessero voluto, questo potrebbe essere un segnale per informare gli Stati Uniti che sopravviverebbero alle sanzioni”.

Il graduale avvicinamento della Turchia alla Russia preoccupa gli Stati Uniti, i quali non vogliono che Ankara, uno dei loro alleati chiave in Medio Oriente, membro della NATO dal 1952, sbilanci gli equilibri geopolitici a favore di Mosca. I funzionari USA e NATO hanno ripetutamente dichiarato che le armi russe non possano essere integrate nel sistema di difesa della NATO.

Le consegne dei sistemi missilistici antiaerei S-400 sono iniziate il 12 luglio, secondo quanto ha comunicato il ministero della Difesa della Turchia. Poco dopo, il 18 luglio, la Casa Bianca ha confermato l’esclusione della Turchia dal programma di addestramento con i caccia F-35 della NATO. L’esclusione del Paese dall’esercitazione colpirà i produttori turchi che fabbricano i componenti per gli F-35 e impedirà alla Turchia di acquistare circa 100 di questi mezzi. L’esclusione della Turchia dipende dal fatto che gli USA sostengono che i sistemi russi siano incompatibili con gli standard della NATO.

Tuttavia, secondo quanto dichiarato dal direttore generale della Rostec, la corporazione statale russa per l’assistenza allo sviluppo, produzione ed esportazione di prodotti industriali di tecnologia avanzata, Sergej Chemezov, Ankara potrebbe ottenere l’autorizzazione per produrre le parti dei sistemi missilistici antiaerei russi S-400. Inoltre, per quanto concerne gli aerei caccia, la Russia si è detta disposta a valutare l’eventuale vendita alla Turchia del suo Su-35, combattente multifunzionale della generazione 4++. L’ultimo aereo da combattimento, costruito sulla base del progetto T-10S, è diventato la base per la serie di caccia Su-27 / Su-30 e per le loro successive modifiche.

Gli S-400 sono un sistema di difesa missilistica all’avanguardia, secondo quanto affermato dalla Russia, in grado di intercettare aerei, missili da crociera, missili a medio-raggio, droni e altri sistemi di sorveglianza aerea, anche se le sue capacità complete devono ancora essere testate in combattimento. Gli S-400, con un’autonomia di circa 250 miglia, possono intercettare più obiettivi simultaneamente, con e senza equipaggio, e sono dotati di un sistema anti-accesso o di rifiuto di area che crea una no-fly zone ovunque sia installato il sistema. Per tale ragione, la Russia ha schierato l’S-400 nella sua base in Siria dopo che un F-16 dell’aviazione militare turca ha abbattuto un Su-24 russo operante nel Paese mediorientale, il 24 novembre 2015. Oltre alla Turchia, anche Cina e India hanno dichiarato di essere interessati al sistema balistico di produzione russa.

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 Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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