Sbarcano i 115 migranti della Gregoretti: assegnati a 5 Paesi europei

Pubblicato il 31 luglio 2019 alle 16:25 in Immigrazione Italia

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È stato autorizzato oggi, mercoledì 31 luglio, lo sbarco dei 115 migranti a bordo della Gregoretti, la nave della Guardia Costiera italiana che dal 25 luglio si trova in mare, ormeggiata al porto di Augusta. Le operazioni per permettere a tutte le persone di scendere a terra sono iniziate intorno alle ore 14, su indicazione del Viminale. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva annunciato la decisione poco tempo prima, via Facebook: «Nelle prossime ore darò l’autorizzazione allo sbarco perché abbiamo la certezza che i migranti non saranno a carico dei cittadini italiani”. “Il problema è risolto: Germania, Francia, Irlanda, Lussemburgo e Portogallo, più alcune strutture dei vescovi italiani si faranno carico di questi migranti», aveva dichiarato il ministro, aggiungendo: “Noi non siamo il campo profughi d’Europa”. I 115 migranti saranno trasferiti al più presto presso l’hotspot di Pozzallo.

Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier, Luigi Di Maio, chiedendo “rispetto” per i militari della Gregoretti. “Non si trattino i nostri militari su quella nave come dei pirati”, ha asserito il ministro Di Maio, sottolineando però che “l’Italia non può sopportare nuovi arrivi di migranti”. “Noi abbiamo dato come Paese e quei migranti devono andare in Europa”, sono state le parole del vicepremier.

Martedì 30 luglio era stato annunciato che 26 migranti avevano già abbandonato l’imbarcazione a causa di emergenze mediche o perché minori non accompagnati. La situazione a bordo non sembrava affatto buona e la mancanza di attrezzatura specifica su una nave di tipo militare, non equipaggiata per affrontare questo tipo di situazioni, aveva aumentato le difficoltà sia del personale sia dei migranti a bordo. Sono stati altresì riportati casi di scabbia, tubercolosi e altre patologie. Due persone, in particolare, verserebbero in condizioni di estrema gravità.

Venerdì 26 luglio, il governo italiano aveva inviato una richiesta alla Commissione Europea per coordinare l’allocazione dei migranti a bordo della nave Gregoretti. In tale occasione, Salvini aveva affermato che se l’UE non si fosse fatta avanti, i 115 migranti non avrebbero lasciato la Gregoretti. Bruxelles aveva sottolineato che il suo ruolo era quello di “raccogliere” la volontà dei singoli Stati membri e un portavoce della Commissione Europea aveva riferito, martedì 30 luglio, che l’UE aveva iniziato a prendere contatti con gli Stati membri dell’Unione per supportare e assistere quelli che intendono partecipare agli sforzi di solidarietà nei confronti dei migranti a bordo della nave italiana.

La Gregoretti ha recuperato i migranti in due operazioni diverse, effettuate la scorsa settimana. Una è stata eseguita prelevando da un peschereccio siciliano, a Sciacca, una cinquantina di persone salvate da naufragio sicuro. L’altra, invece, è avvenuta su segnalazione di un peschereccio tunisino e circa 90 persone, ammassate su un gommone, sono state tratte in salvo.

Il 16 agosto 2018, una situazione simile si era verificata con la nave Diciotti, sempre di proprietà della Guardia costiera italiana. Anche in quel caso, il ministro Salvini aveva impedito alla nave, con circa 170 migranti a bordo, di attraccare al porto, lasciandola in mare per 5 giorni. Alla fine, l’Albania, l’Irlanda e la Chiesa cattolica italiana avevano accettato di assumersene la responsabilità.

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Chiara Gentili

di Redazione

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